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Mercoledì 30 Maggio 2012 20:48

Biocarburante dal pesce pangasio

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Biocarburante dal pesce pangasio Dopo l’olio di frittura usato per alimentare auto e la follia del grasso umano ecco sbarcare i residui di pesce pangasio. Il prezzo della benzina sale e l’idea che i biocarburanti possano essere un tantino più economici alletta. Certamente l’Europa con la sua indecisione rispetto alla normativa sui biocarburanti non aiuta a a fare le scelte giuste. Dunque se alcune idee sembrano buone, altre false buone idee perché vanno a sfruttare terreni sottraendoli all’agricoltura quello progettato dalla finlandese Neste Oil all’apparenza sembrerebbe più sostenibile.

L’azienda che già produce un biocarburante il NExBTL scommette sull’uso di grasso proveniente dall’industria della trasformazione ittica per produrre biodiesel. Una priuma sperimentazione è stata fatta in Indonesia con scarti provenienti dall’Asia del sud. Anzi va oltre e annuncia che grazie al grasso di scarto si ottiene una riduzione di emissioni di CO2 pari all’84% rispetto ai combustibili ordinari e nella conta include l’intero ciclo di produzione. Una riduzione spettacolare dovuta all’uso dei sottoprodotti del pangasio pesce molto presente nelle acque vietnamite e thailandesi e introdotto sul mercato occidentale nel 2000.

I ricercatori di Neste Oil si sono messi in testa di usare le sue interiora per sviluppare un biocarburanti poiché il pangasio è considerato dagli esperti come uno dei pesci che presentano il miglior bilancio ecologico. Ha detto Matti Lehmus viceprendiente del settore energie rinnovabili di Neste Oil:

Ciò ci permetterebbe di usare i sottoprodotti di diverse industrie per rimpiazzare il petrolio con un prodotto di qualità. E per questo il nostro obiettivo quest’anno è quello di aumentare la quantità di sottoprodotti e rifiuti che andremo a impiegare come materie prime per centinaia di migliaia di tonnellate rispetto al 2011.

Via | Zegreenweb,Neste Oil
Foto | Flickr

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