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Intervista di Francesca Polistina con Marco Boato
per il Corriere del Trentino, 19 settembre 2012

 

Il 26 settembre 1988 Mauro Rostagno veniva ucciso a Lenzi di Valderice, di ritorno dall’emittente Rtc, dove lavorava come giornalista. Lei, Marco Boato, cosa ricorda di quei giorni?
Quella sera ero a Venezia, a visitare mia madre ammalata. Stavo ascoltando con lei il telegiornale, quando in coda venne data, con un “flash” di pochissime parole, la notizia dell’omicidio di Mauro, avvenuto poco prima. Rimasi sconvolto. L’avevo visto l’ultima volta a Trento qualche mese prima, nel febbraio, in occasione del ventennale del ’68 del movimento studentesco di Sociologia all’insegna del “Bentornata Utopia”. Mi aveva parlato con entusiasmo della sua esperienza di giornalista antimafia, ma non solo, alla televisione Rtc di Trapani e mi aveva invitato ad andarlo a trovare alla comunità “Saman”. Poi, durante l’estate, ci eravamo sentiti più volte per telefono in relazione al processo Calabresi e l’avevo messo in contatto con Sandro Canestrini di Rovereto e col giovane Giuliano Pisapia, oggi sindaco di Milano, che divennero per pochi mesi i suoi avvocati. La mattina dopo, il 27 settembre, mi precipitai a Trapani e trascorsi due giorni a Lenzi di Valderice a vegliare la sua salma, a confortare la sua compagna Chicca e la loro figlia giovanissima Maddalena, a parlare con gli amici che arrivavano da tutta Italia, a ricostruire la sua vita e la sua morte. Una esperienza drammatica e indimenticabile, che rivivo ancora oggi.

Categoria: Politica