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articolo di Giuliano Tallone

La crisi economica che sta investendo da tempo l’Italia e l’Europa vede come tutti sappiamo neitagli alla spesa pubblica una delle risposte più forti. La logica applicata dal 2008 in poi un po’ da tutti i governi è quella dei “tagli lineari”, cioè tagli percentuali indifferenziati su tutte le amministrazioni pubbliche. Tra queste ci sono Ministeri, Regioni e grandi enti pubblici con migliaia di dipendenti, ma anche piccole e piccolissime istituzioni con compiti diversi, come i parchi nazionali e regionali. E la “spending review” non li risparmia, anzi nei meccanismi perversi della finanza pubblica li sta mettendo in ginocchio.

Categoria: Politica

di Giuliano Tallone

Qual é lo stato attuale dei parchi italiani? Rispondo con una ardita metafora. Vi mettereste volentieri a viaggiare su un aeroplano di una compagnia aerea che non ha soldi per le manutenzioni, che ha personale di bordo, piloti e meccanici in numero ampiamente insufficiente e magari durante una tempesta, mentre i controllori di volo se ne sono andati dalle loro postazioni perché nessuno paga loro lo stipendio? Questa è l'attuale situazione dei parchi nazionali, ma anche dei parchi regionali, delle aree marine protette e degli altri istituti di protezione, che scontano i tagli alla spesa pubblica e una generale debolezza delle loro politiche. Cause di questa situazione a mio parere sono una scarsa capacità di elaborazione della classe dirigente e un "riflusso" delle politiche ambientali a favore di interessi particolari del sistema politico e di quello economico, dell'edilizia e di lobby forti a livello elettorale come i soliti cacciatori. Questa crisi è soprattutto istituzionale, oltre che finanziaria e strutturale, ma forse anche un po' culturale.

Categoria: Territorio