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articolo di Vittorio Marletto, da blog.rinnovabili.it

La colpa infatti è dei super ricchi. Sia i super ricchi paesi del Golfo che galleggiano sul petrolio e sul gas naturale, compreso il Qatar che ha ospitato la conferenza sul clima di Doha (un po’ come se “la banca dal sangue fosse nel palazzo di Dracula”). Sia i super ricchi trafficoni di petrolio, per esempio i fratelli Charles e David Koch, sconosciuti ai più ma in effetti miliardari tra i più ricchi del mondo, e capaci di influire pesantemente sulla politica statunitense, in particolare sul congresso, per impedire non dico il varo di politiche climatiche o la ratifica del protocollo di Kyoto quanto almeno la diminuzione dei sussidi alle fonti fossili, come racconta il rapporto Faces behind a global crisis ripreso dal Manifesto.
Categoria: Politica
COMUNICATO STAMPA
 
CLIMA. COP18, ECOLOGISTI VERDI E CIVICI, A DOHA IN BALLO IL PROTOCOLLO DI KYOTO MA I MEDIA NON NE PARLANO
Germanwatch: 530 mila vittime del cambiamento climatico ma la politica fa orecchie da mercante


“Gli effetti devastanti del cambiamento climatico sono quotidianamente sotto i nostri occhi, eppure la UN Climate Change Conference, in corso a Doha per discutere di questioni importantissime come il futuro del Protocollo di Kyoto e del nostro pianeta, sta ricevendo un'attenzione pari a zero da parte dei media e della politica”. Lo dichiara Luana Zanella, membro del coordinamento politico di 'Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei', che aggiunge: “Manca la consapevolezza che la crisi economica, finanziaria e sociale non si risolve se non affrontando la questione ambientale e che a Doha si gioca la credibilita' stessa dei negoziati internazionali sul clima”.

“Secondo il 'Global Climate Risk 2013' dell'ONG Germanwatch presentato oggi a Doha, dal 1992 al 2011 circa 15 mila eventi meteorologici estremi hanno provocato oltre 530 mila vittime e una perdita economica di 2,5 trilioni di dollari in parità di potere d'acquisto - aggiunge Mary Luppino, co-portavoce nazionale di 'Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei' -. Gli effetti sono visibili soprattutto nei paesi in via di sviluppo ma, ormai, anche nel Nord del mondo: nel 2003, ad esempio, l'Europa ha vissuto l'estate più calda degli ultimi 500 anni, che ha causato un bilancio di oltre 70 mila morti. Nessuno è al riparo - continua la Luppino - : la catastrofe climatica puo' presentarsi ovunque eppure la questione continua ad essere ignorata dalla politica e dai media, come dimostra la scarsa attenzione dedicata al COP18”.

“Anche l'Europa -  conclude la Zanella - presenta all'appuntamento di Doha le proprie fragilita' sull'argomento, come l'incapacita' di mantenere l'obiettivo di riduzione dell'85/90% di emissioni inquinanti entro il 2050, ridimensionato al 40%. Ci aspettiamo che la Conferenza ONU prenda, finalmente, delle decisioni vincolanti sulla lotta ai cambiamenti climatici. In quanto alla politica e' necessario rimettere la questione ambientale al centro dei processi decisionali e riprendere l'iniziativa dal basso, per una riconversione ecologica della societa' e degli stili di vita”.


Roma, 3 dicembre 2012
 
Categoria: Comunicati stampa
Martedì 27 Novembre 2012 14:27

Doha, questa sconosciuta

di Vittorio Marletto, fonte: rinnovabili.it

L’altra sera ero a Carpi, alla casa del volontariato, dove mi avevano invitato per parlare di cambiamenti climatici e io mi ero preparato la prima slide proprio come un piccolo test: cosa vi dice la parola Doha? Solo un signore in fondo alla sala lo sapeva, che Doha sta in Qatar e che da domani per due settimane lì si tiene la conferenza mondiale sul clima. Per forza ce n’era uno solo che lo sapeva, di Doha non ne parla nessuno!
Categoria: Politica