Visualizza articoli per tag: COP18

Articolo di Veronica Caciagli su Qualenergia

In Italia le fonti fossili ricevono ogni anni 9,1 miliardi di euro di finanziamenti. Dagli sgravi fiscali ai petrolieri, agli aiuti al trasporto su gomma, fino ai sussidi alle centrali a fonti fossili, sono molti i modi in cui si avvantaggiano le fonti sporche, danneggiando le rinnovabili e alzando il costo dell'inevitabile trasformazione energetica.

Categoria: Politica
articolo di Vittorio Marletto, da blog.rinnovabili.it

La colpa infatti è dei super ricchi. Sia i super ricchi paesi del Golfo che galleggiano sul petrolio e sul gas naturale, compreso il Qatar che ha ospitato la conferenza sul clima di Doha (un po’ come se “la banca dal sangue fosse nel palazzo di Dracula”). Sia i super ricchi trafficoni di petrolio, per esempio i fratelli Charles e David Koch, sconosciuti ai più ma in effetti miliardari tra i più ricchi del mondo, e capaci di influire pesantemente sulla politica statunitense, in particolare sul congresso, per impedire non dico il varo di politiche climatiche o la ratifica del protocollo di Kyoto quanto almeno la diminuzione dei sussidi alle fonti fossili, come racconta il rapporto Faces behind a global crisis ripreso dal Manifesto.
Categoria: Politica
COMUNICATO STAMPA
 
CLIMA. COP18, ECOLOGISTI VERDI E CIVICI, A DOHA IN BALLO IL PROTOCOLLO DI KYOTO MA I MEDIA NON NE PARLANO
Germanwatch: 530 mila vittime del cambiamento climatico ma la politica fa orecchie da mercante


“Gli effetti devastanti del cambiamento climatico sono quotidianamente sotto i nostri occhi, eppure la UN Climate Change Conference, in corso a Doha per discutere di questioni importantissime come il futuro del Protocollo di Kyoto e del nostro pianeta, sta ricevendo un'attenzione pari a zero da parte dei media e della politica”. Lo dichiara Luana Zanella, membro del coordinamento politico di 'Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei', che aggiunge: “Manca la consapevolezza che la crisi economica, finanziaria e sociale non si risolve se non affrontando la questione ambientale e che a Doha si gioca la credibilita' stessa dei negoziati internazionali sul clima”.

“Secondo il 'Global Climate Risk 2013' dell'ONG Germanwatch presentato oggi a Doha, dal 1992 al 2011 circa 15 mila eventi meteorologici estremi hanno provocato oltre 530 mila vittime e una perdita economica di 2,5 trilioni di dollari in parità di potere d'acquisto - aggiunge Mary Luppino, co-portavoce nazionale di 'Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei' -. Gli effetti sono visibili soprattutto nei paesi in via di sviluppo ma, ormai, anche nel Nord del mondo: nel 2003, ad esempio, l'Europa ha vissuto l'estate più calda degli ultimi 500 anni, che ha causato un bilancio di oltre 70 mila morti. Nessuno è al riparo - continua la Luppino - : la catastrofe climatica puo' presentarsi ovunque eppure la questione continua ad essere ignorata dalla politica e dai media, come dimostra la scarsa attenzione dedicata al COP18”.

“Anche l'Europa -  conclude la Zanella - presenta all'appuntamento di Doha le proprie fragilita' sull'argomento, come l'incapacita' di mantenere l'obiettivo di riduzione dell'85/90% di emissioni inquinanti entro il 2050, ridimensionato al 40%. Ci aspettiamo che la Conferenza ONU prenda, finalmente, delle decisioni vincolanti sulla lotta ai cambiamenti climatici. In quanto alla politica e' necessario rimettere la questione ambientale al centro dei processi decisionali e riprendere l'iniziativa dal basso, per una riconversione ecologica della societa' e degli stili di vita”.


Roma, 3 dicembre 2012
 
Categoria: Comunicati stampa