Politica

La nostra legge permette di non fare le bonifiche.
Articolo di Stefano Leoni

I recenti avvenimenti che riguardano Taranto, ripropongono la necessità di disporre di una disciplina organica in materia di bonifica dei siti contaminati. Come qualcuno ha fatto osservare, l`inquinamento di Taranto è noto sin dagli anni '80. Dal 1998 è stato inserito tra i siti di interesse nazionale e lo Stato ha disposto nel 2001 addirittura 38,8 miliardi di lire per le prime azioni di risanamento. Come mai non si è fatto nulla o niente? Perchè permane lo stato di pericolosità tanto da far pensare ora di nominare un commissario? La risposta è semplicemente banale: la nostra legge permette di non fare le bonifiche. La stessa situazione infatti si ritrova in ogni altro sito: P. Marghera, Napoli Orientale, Crotone, Gela, Priolo, Mantova, Brescia, etcc...

Limitare le pensioni complementari elevate, i bonus eccessivi ed i cosiddetti “paracadute d'oro”. Tassare al 75% i redditi superiori a 1 milione di euro all'anno, come proposto da François Hollande in Francia. Sono tutte misure che non solo presentano un carattere equo, ma sono anche economicamente efficienti: un aspetto notoriamente più controverso e raramente discusso.

articolo di Giuliano Tallone

La crisi economica che sta investendo da tempo l’Italia e l’Europa vede come tutti sappiamo neitagli alla spesa pubblica una delle risposte più forti. La logica applicata dal 2008 in poi un po’ da tutti i governi è quella dei “tagli lineari”, cioè tagli percentuali indifferenziati su tutte le amministrazioni pubbliche. Tra queste ci sono Ministeri, Regioni e grandi enti pubblici con migliaia di dipendenti, ma anche piccole e piccolissime istituzioni con compiti diversi, come i parchi nazionali e regionali. E la “spending review” non li risparmia, anzi nei meccanismi perversi della finanza pubblica li sta mettendo in ginocchio.

« Tre elementi a sostegno del nesso tra inquinamento ambientale e patologie: difformità tra le emissioni registrate di giorno e di notte, una bonifica mai partita, approccio precauzionale assente. Condizioni essenziali per la ripresa delle attività: serio rispetto dei limiti di emissioni inquinanti, bonifica e riconversione dell’area industriale
 Anche l’Ilva di Taranto su www.wwf.it/stopinquinamento

Siamo sicuri che questo comunicato delle mamme di Taranto contro l'Ilva non riceverà grande spazio su giornali e mezzi di comunicazione, perciò abbiamo deciso di pubblicarlo integralmente, senza commenti, così come l'abbiamo ricevuto.

« In qualità di rappresentanti della Campagna Nazionale in difesa del Latte Materno dai contaminanti ambientali, non possiamo che accogliere con profonda emozione la notizia del sequestro degli impianti dell'Ilva, impianti che in questi anni hanno riversato nell'ambiente quantità considerevoli di diossine, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, polveri sottili e metalli pesanti.

articolo di Mary Luppino

Era scritto nella storia di Taranto e dei tarantini che prima o poi questo storico giorno sarebbe arrivato; quello che è avvenuto nella città dei due mari  ovvero il disastro ambientale  perpetrato da tempo dalla grande industria siderurgica è sotto gli occhi di tutti, anzi meglio potrei dire “si respira nell’aria” ed ha segnato con malattie e lutti la vita di una fetta importante del territorio.

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