Politica
articolo di Paolo Galletti

Qualche giorno fa un quotidiano ci ha fatto conoscere (miracolo!) una buona notizia. "Nel 2011 in Italia si sono vendute più biciclette che automobili. Un sorpasso storico che non accadeva dal dopoguerra. Le auto immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Quasi duemila pezzi in più". Se a questi numero aggiungiamo circa 200 mila restauri (stimati) di
vecchie biciclette uscite dai garage e dalle cantine possiamo avere un quadro chiaro della situazione.

La scienza ci sta sfuggendo di mano?

Giovedì 04 Ottobre 2012 13:42

Autore: Stefania Lopedote
articolo di Paolo Galletti
Ricordando Barry Commoner

Su Wikipedia in italiano Barry Commoner, morto a 95 anni a Nuova York qualche giorno fa, compare con una voce appena abbozzata (ben diversa la lunga ed esauriente versione inglese). Ecco un sintomo dell 'alzheimer sociale che ci affligge. Il testo fondamentale di Barry Commoner “ il cerchio da chiudere”, pubblicato da Garzanti negli anni Settanta, è una pietra miliare del pensiero ecologista. In sintesi: i processi naturali sono ciclici e nulla va perduto, i processi della recente rivoluzione industriale sono lineari e producono inquinamento, rifiuti tossici, entropia crescente. Ecco quindi il cerchio da chiudere, attraverso una conversione ecologica dei processi produttivi.

Intervista di Francesca Polistina con Marco Boato
per il Corriere del Trentino, 19 settembre 2012

 

Il 26 settembre 1988 Mauro Rostagno veniva ucciso a Lenzi di Valderice, di ritorno dall’emittente Rtc, dove lavorava come giornalista. Lei, Marco Boato, cosa ricorda di quei giorni?
Quella sera ero a Venezia, a visitare mia madre ammalata. Stavo ascoltando con lei il telegiornale, quando in coda venne data, con un “flash” di pochissime parole, la notizia dell’omicidio di Mauro, avvenuto poco prima. Rimasi sconvolto. L’avevo visto l’ultima volta a Trento qualche mese prima, nel febbraio, in occasione del ventennale del ’68 del movimento studentesco di Sociologia all’insegna del “Bentornata Utopia”. Mi aveva parlato con entusiasmo della sua esperienza di giornalista antimafia, ma non solo, alla televisione Rtc di Trapani e mi aveva invitato ad andarlo a trovare alla comunità “Saman”. Poi, durante l’estate, ci eravamo sentiti più volte per telefono in relazione al processo Calabresi e l’avevo messo in contatto con Sandro Canestrini di Rovereto e col giovane Giuliano Pisapia, oggi sindaco di Milano, che divennero per pochi mesi i suoi avvocati. La mattina dopo, il 27 settembre, mi precipitai a Trapani e trascorsi due giorni a Lenzi di Valderice a vegliare la sua salma, a confortare la sua compagna Chicca e la loro figlia giovanissima Maddalena, a parlare con gli amici che arrivavano da tutta Italia, a ricostruire la sua vita e la sua morte. Una esperienza drammatica e indimenticabile, che rivivo ancora oggi.

L'ESTREMISTA: Connie Hedegaard

Martedì 25 Settembre 2012 15:10

Autore: Stefania Lopedote

Post di Vittorio Marletto, fonte: pianetaserra.wordpress.com

Qualche anno fa era ministro dell'ambiente nel governo danese, adesso è commissaria europea per il clima e scrive sul Guardian. Connie Hedegaard non ha peli sulla lingua e ci avvisa che non è il caso di illuderci: il nuovo clima estremista è arrivato, come da anni ci avvisavano gli scienziati.

A forza di bruciare combustibili fossili e di scaricare nell'atmosfera miliardi di tonnellate di carbonio ogni anno ci siamo finiti dentro fino al collo: abituatevi agli estremi gente, piogge estreme nevicate estreme caldo estremo sono la nuova normalità, presto il pianeta non avrà più la calotta polare artica (un cambiamento apocalittico di cui però nessuno discute in Italia), la siccità più grave a memoria d'uomo ha distrutto i raccolti di mais americani, gli allevatori di tutto il mondo hanno cominciato a macellare le proprie mandrie perché non si possono più permettere i mangimi, e i capitalisti si fregano le mani perché credono di poter ricavare immensi profitti da questo disastro. Non pensate che io sia catastrofista, ho solo riassunto in poche righe il contenuto delle pagine ambientali curate dal serissimo Guardian. Ho paura, voi no?

Intervista con Alberto Magnaghi*
a cura di Karl-Ludwig Schibel

Possiamo dire che il suolo vive dei cicli naturali che si sono evoluti in lunghe fasi della storia del pianeta mentre il territorio in Europa è il risultato di un processo storico co-produttivo tra uomo e natura?

Mi sembra chiarissimo. Possiamo fare questa distinzione se parliamo di suolo come prodotto di cicli naturali di milioni di anni, principalmente come copertura forestale della terra e di zone umide. Tuttavia, se parliamo del suolo degli ultimi 10.000 anni, se non stiamo parlando delle foreste amazzoniche, dei ghiacciai o dei crateri dei vulcani, sicuramente parliamo di suolo che è stato o edificato (città, infrastrutture, riviere fluviali o marine) o trasformato in paesaggio agro-forestale; paesaggi che, essendo prodotti di una trasformazione co-evolutiva fra insediamento umano e ambiente, rappresentano un neo-ecosistema che chiamiamo territorio (natura trasformata in questo lungo processo co-evolutivo). In Europa in particolare quando parliamo della carenza, della distruzione, della crisi del suolo non possiamo che parlare di crisi del territorio, ovvero delle relazioni virtuose fra insediamento umano e ambiente che la nostra civiltà delle ma cchine ha interrotto, provocando profondi squilibri di questi neo-ecosistemi e, dunque, dell'ambiente dell'uomo; non della natura originaria che è già stata radicalmente trasformata in questi 10.000 anni.

articolo di Riccardo Bottazzo

Una volta, questa domenica di settembre, era il giorno della Lega e di Roma ladrona. Arrivavano con le bandiere del sole padano e la “sacra ampolla” d’acqua del Po. Se andava bene, raggiungevano Riva degli Schiavoni senza incidenti per ascoltare il Bossi urlare contro meridionali e migranti. Se andava male, si fermavano per strada a menare qualche disgraziato cameriere con la pelle di un colore, a sentir loro, poco “padano”. 
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