Lunedì 22 Ottobre 2012 15:58

FIRMIAMO PER L'OMEOPATIA, MESSA A RISCHIO DA BALDUZZI

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articolo di Paolo Galletti

Non c'è ingiustizia più grave che fare le parti eguali tra disuguali, scriveva don  Milani. Il Ministro della sanità Balduzzi finge di non saperlo e mette nel suo decreto una norma che fa pagare mille euro all'anno per ogni medicinale prodotto. Mille euro per l'aspirina che ha un fatturato di milioni di euro e mille euro per un rimedio omeopatico che ha un fatturato inferiore a mille euro, perchè magari prodotto in pochi esemplari. La tassa, in seguito alla mobilitazione in corso la tassa è stata ridotta, nel testo allla Camera votato con la fiducia, a 200 euro. Poi il testo deve andare al Senato.

Rimane ugualmente una intollerabile ingiustizia verso medicinali a volte prodotti in pochissimi esemplari per cure individualizzateCi volevano i tecnici per questa bella pensata. Non bastava un bambino con la quinta elementare per decidere che sarebbe stato meglio mettere una tassa in percentuale sul fatturato? Che ne so, il 20 per cento?
Così si rischia la fine in Italia di rimedi omeopatici prodotti in poche unità per l'omeopatia. Perchè diventa antieconomico produrli.

E così magari si dovranno ordinare all'estero in Francia o in Germania dove i governi sono più informati e accorti. Ottimo deprimere la piccola industria omeopatica nazionale. Così si rilancia l'economia. Bel colpo, Monti.

Per chiarire ulteriormente il problema del contributo annuale da versare all’AIFA, (articolo 13 del Decreto Balduzzi, facciamo la seguente comparazione:
Azienda farmaceutica convenzionale NOVARTIS:
fatturato in Italia per il 2011: 1.992 milioni di Euro (dato reperito sul sito di Novartis).
Numero di prodotti a listino (valutazione approssimativa): 70 referenze
Contributo da versare ad AIFA annualmente : Euro 70.000
Azienda omeopatica CEMON
Fatturato per il 2011: 9 milioni di Euro ( dato riferito al settore omeopatico)
Numero di prodotti a listino: 2000 referenze
Contributo da versare ad AIFA annualmente : Euro 2.000.000.
Nel caso il contributo venisse ridotto a un quinto, la cifra da versare ammonterebbe a 400.000 Euro

Non essendoci più (speriamo per poco) i Verdi in Parlamento che hanno sempre difeso le ragioni dell'omeopatia, si deve ricorrere alle petizioni.
C'è una petizione on line http://firmiamo.it/art-13-omeopatia.: firmiamola di corsa.





Ultima modifica Lunedì 22 Ottobre 2012 16:14

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