Lunedì 22 Ottobre 2012 14:45

LA REGIONE LOMBARDIA E' UN VASO DI PANDORA

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articolo di Elisabetta Patelli

E' inevitabile che i complessi e innumerevoli intrecci tra politica e malaffare producano ogni giorno delle drammatiche novità: una volta aperto il vaso di Pandora lombardo, la situazione sta dimostrando una catena di raccapriccianti episodi di sospetta corruzione, a partire, guarda caso, dalla culla del nostro governatore , la Compagnia delle Opere. La Gdf di Milano ha perquisito gli uffici di Rossano Breno, presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, e del suo vice, Luigi Brambilla, nell'ambito dell'inchiesta sul caso Nicoli Cristiani. I due sono indagati per corruzione.

Il quadro è impressionate e delinea i tratti tipici degli affaire della malavita organizzata. Dalle indagini,  emerge il diretto coinvolgimento degli amministratori della Regione Lombardia affinchè favorissero «con atti contrari ai doveri d’ufficio» gli interessi imprenditoriali di Locatelli per l’apertura della discarica in località Cappella Cantone (Cremona).  E i due esponenti della Compagnia delle Opere svolgevano il ruolo di  intermediari in Regione per far ottenere una concessione altrimenti negata per legge e comunque pericolosa per la popolazione.  


Anzi, pericolosissima: l’imprenditore in questione era appena stato condannato per traffico di rifiuti ed  è tutt’ora accusato di aver avvelenato il tracciato della costruenda Bre-Be-Mi, seppellendo tonnellate di scorie inquinanti per risparmiare sui costi: un’operazione tipica della malavita organizzata. Ancora una volta si dimostra come nella catena dei movimenti terra, delle grandi opere, del consumo di suolo e dei rifiuti vive ed ingrassa in Lombardia il crimine più bieco, quello che  accumula ricchezze sulla salute delle persone,  sviluppando  l'unica vera florida economia lombarda , quella criminale.

 
Si scopre dalla indagine coordinata dalla direzione distrettuale Antimafia di Brescia che durante un’ intercettazione l'ex assessore Nicoli Cristiano aveva iniziato a chiedere la sua tangente da 100 mila euro proprio mentre Formigoni si preparava a siglare la   delibera per la discarica dell’amianto.  

La delibera fatale (che stranamente non risulta pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione ) con cui la giunta regionale ha dato via libera alla discarica delle mazzette è stata approvata il 20 aprile 2011, come si legge sul frontespizio, "su proposta del presidente Roberto Formigoni". Insomma, si è mosso il governatore in persona.
Il pesce lombardo e' marcio e puzza dalla testa. Piazza pulita al piu' presto.

Elisabetta Patelli
Presidente Verdi della Lombardia

Articolo di data precedente, sullo stesso tema:
[11 ottobre, Elisabetta Patelli]

Grandi opere, grandi indagini. A dimostrazione di quanto in Lombardia l'ombra della  malavita organizzata  si stenda sugli appalti pubblici e sulle grandi infrastrutture, dopo l’appalto assegnato da Metropolitana Milanese per la pulitura dell’area di Rho-Pero dove si svolgerà Expo 2015, anche la gara che ha assegnato i lavori della piastra dell’Esposizione universale del 2015 è sotto inchiesta da parte della magistratura. in particolare sono indagati il direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, ritenuto molto vicino a Formigoni, il responsabile dell’Ufficio Gare Pier Paolo Perez, l’avvocatessa Carmen Leo Infrastrutture Lombarde - controllata dalla Regione - che ha assegnato i lavori per la realizzazione della piastra - l’ossatura su cui verrà creata la piattaforma Expo fatta di allacciamenti, canali, viabilità e reti di comunicazione - all’Associazione temporanea d’imprese guidata dalla società per azioni 'Ing. E. Mantovani'. Il valore dei lavori stimato in circa 270 milioni di euro, e' stato aggiudicato alla cordata vincente - tra nove offerte - con un ribasso pari al 41 per cento. Il sospetto e' che il bando sia stato cucito su misura.


Queste vicende unitamente all'arresto Zambetti e al coinvolgimento di  altri colleghi disegnano un quadro politico regionale  allucinante. Zambetti è il quinto assessore delle varie giunte di Formigoni a essere arrestato, dopo Guido Bombarda (Formazione professionale), Piergianni Prosperini (Turismo), Franco Nicoli Cristiani (Ambiente, Commercio) e Massimo Ponzoni (Protezione civile, Ambiente). E in questo momento è anche il tredicesimo consigliere regionale dell’attuale assemblea (su 80) a finire sotto inchiesta. Nuovi inquietanti risvolti e nuovi coinvolgimenti sono attesi dalla'apertura delle indagini sulla piastra EXPO.


Formigoni la  smetta di  arrampicarsi sugli specchi, dia le dimissioni subito e consenta in Lombardia il necessario trapianto totale di classe politica e il ripristino della legalità.

Ultima modifica Lunedì 22 Ottobre 2012 15:12

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