Giovedì 11 Ottobre 2012 13:05

Buone notizie per l'Italia: più biciclette, meno auto e moto

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articolo di Paolo Galletti

Qualche giorno fa un quotidiano ci ha fatto conoscere (miracolo!) una buona notizia. "Nel 2011 in Italia si sono vendute più biciclette che automobili. Un sorpasso storico che non accadeva dal dopoguerra. Le auto immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Quasi duemila pezzi in più". Se a questi numero aggiungiamo circa 200 mila restauri (stimati) di
vecchie biciclette uscite dai garage e dalle cantine possiamo avere un quadro chiaro della situazione.

Certo la benzina costa molto cara. Certo la congestione del traffico nelle aree urbane rende la bici competitiva anche in velocità entro i cinque chilometri. Certo la bici è di moda (per fortuna, così anche i pigri decerebrati sono spinti dal gregge ad adeguarsi).
Ma c'è anche la scoperta di una nuova libertà di muoversi a ritmi umani.  Cè anche il piacere di usare la bici nel tempo libero e nelle vacanze. Ma finchè la bicicletta non diventerà la normalità nelle aree urbane per andare al lavoro o a fare la spesa non faremo il salto vero di qualità.

E qui esiste il problema della sicurezza dei ciclisti e dei pedoni (circa 800 morti all'anno investiti dal traffico motorizzato). Esiste il problema di aree e percorsi (non solo di piste) ciclabili collegati a formare una rete sicura e praticabile. E qui esiste il problema degli interventi strutturali. La legge 366 del 1998 di cui sono stato primo firmatario e proponente insieme alla FIAB (Federazione Italiana Amici Bicicletta) prevede l'obblico di piste e percorsi ciclabili per ogni nuova strada o per ogni  manutenzione di strade esistenti. Prevede che una quota delle multe incassate dai comuni serva proprio per la mobilità ciclistica. Prevede finanziamenti congiunti Stato Regioni Comuni.


Insomma il quadro giuridico esiste dal 1998. I finanziamenti invece scarseggiano. Anche Monti e Passera pensano alle inutili e devastanti cosiddette grandi opere e non a creare una rete diffusa (di livello europeo) di percorsi e piste per la mobilità ciclistica. nelle aree urbane ed a scopo turistico per collegare parchi naturali,città d'arte, percorsi enogastronomici. Questa sì un'opera essenziale per ridurre l'uso di combustibili fossili,ridurre l'inquinamento,aumentare la formas fisica e la salute dei cittadini, creando anche lavoro utile e duraturo.

Un contributo per uscire dalla nera depressione nelle quale ci hanno spinto le improvvide politiche di solo tagli dei tecnocrati.
Da ultimo: in Italia esiste l'anomalia del motorino. Perfino un sindaco,allora verde , di Roma lo usava invece della bici: magari un
motorino a due tempi che inquina come otto auto. Il motorino, prima causa di morte tra i giovani. In Italia l'associazione di costruttori di motorini include i costruttori di biciclette. Nelle città europee i giovani usano la bici. Qui impazza il motorino.
Che c'entri qualcosa con la nostra attuale situazione di svantaggio?

Ultima modifica Giovedì 11 Ottobre 2012 13:21

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