Mercoledì 27 Giugno 2012 13:58

RIO MENO VENTI DA RIO DE JANEIRO

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di Francesco Alemanni, da Rio de Janeiro

Vent'anni dopo il discorso di Severn Suzuki alla conferenza di Rio del '92 è stato il turno della neozelandese Brittany Trilford, 17 anni, che ha scosso il mondo parlando a nome di bilioni di giovani che vivono il Pianeta e ribadendo lo stesso appello ed il mancato impegno dei Governi rispetto agli obiettivi del Millennio. Soprattutto rispetto alle future generazioni.

Rio-20, come oggi viene definita, non mantiene le promesse e molti degli impegni presi nei lavori preparatori non vengono mantenuti o declassati a meri intenti. Per esempio alla richiesta del G77 (Gruppo dei Paesi meno sviluppati) di creare un Fondo di 30 bilioni per finanziare azioni di sostenibilità si risponde con la creazione di una commissione che dovrà valutare le risorse e gli interventi. E ancora rispetto alle donne non viene mantenuto il diritto all'aborto nel testo finale. La garanzia poi di una copertura sanitaria a livello globale sostenuta nelle fasi iniziali viene oggi dimenticata. Così come la difesa della lotta alla povertà (persino solo di quella 'estrema'). La proposta poi di trasformare il PNUMA (Programma della Nazioni Unite per il miglioramento dell'ambiente) in un'Agenzia dell'ONU è rimasta inevasa. Rispetto ai Cambiamenti Climatici nel documento finale non appaiono termini e condizioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili, cosa che invece prevedevano i lavori preparatori. Persino la stessa definizione di 'green economy', che sostituisce l'abusato 'sviluppo sostenibile' è talmente vaga e generica da costituire un contenitore in cui si può, potenzialmente, permettere di tutto. Fatto ancora più grave è rappresentato dal ritiro per pressioni dell'EUA (Venenzuela, Canada, Giappone e Russia) della dichiarazione sulla protezione internazionale della biodiversità degli oceani. Anche sulle foreste il testo finale si distanzia da quello iniziale. Infine il testo iniziale prevedeva l'obbligatorietà della riconversione sostenibile delle imprese, invece ora si parla solo di «buone pratiche». La risposta delle NGO c'è stata, l'altro ieri, con una manifestazione a cui hanno partecipato più di 50 mila persone, che hanno invaso il Centro di Rio, ribadendo la richiesta di un mondo più equo e più sostenibile. Al Parque du Flamenco dove sono riunite le NGO e al Planetario dove è in programmazione il Forum AMAZONIA SUSTENTAVEL si respira un aria diversa, di rabbia ma nello stesso tempo di speranza. L'Italia poi si è presenta alla Conferenza con un Padiglione sicuramente tra i più ecologici... Peccato che i progetti e gli sponsor si potessero tutt'altro che definire vicini alla sostenibilità! Per citarne alcuni: Enel, Eni, Telespazio e Finmeccanica. Alla presenza del Ministro Clini il Presidente dell'Eni rilancia le trivellazioni sotto costa ... alla faccia dell'ambientalismo! L'assenza dei grandi leader come Obama e della Merkel è stato sintomo della scarsa attenzione dei Governi mondiali rispetto ai temi che oggi dovrebbero guidare l'azione politica dei governi stessi, ossia quelli della riconversione ecologica del modello sociale, industriale e politico. Dobbiamo sperare in futuro in un Presidente americano ecologista per riportare il tema dell'ambiente nelle agende mondiali? Speriamo di no, speriamo che ci possa essere un inversione di tendenza molto prima.

Ultima modifica Mercoledì 27 Giugno 2012 15:30

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