Martedì 26 Giugno 2012 14:38

L'ITALIA NON E' UN PAESE PER GIOVANI!

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di Francesco Alemanni

Jeremy Rifkin nel suo libro “L’era dell’accesso” afferma che nella società odierna viene abbandonato il concetto di proprietà privata per far largo a quello dell’accesso, inteso come possibilità per i giovani di accedere al lavoro, alla casa, al credito… direi io in una parola alla dignità. Ma il diritto per i giovani alla prima casa, all’occupazione, al credito viene garantito oggi in Italia?

Per rispondere a questa domanda occorre partire dal presupposto che da una parte la società italiana oggi appare fortemente gerontocratica incapace di riconoscere un ruolo e un futuro alle giovani generazioni, dall’altra parte i giovani, vittime dell’era del consumismo più sfrenato, del precariato, dell’essere viziati, sono incapaci di imporre un modello di cambiamento.

Naomi Klein sostiene che le società capitalistiche hanno bisogno dei cd shock economy per reagire, ossia delle guerre, dei crolli finanziari e dei mercati, ma come smuovere le nuove generazioni?

Penso che dobbiamo ridisegnare il nostro futuro e il nostro destino, cercando di riappropriarci dei nostri spazi, dei nostri sogni. Penso alla cd rivoluzione dei “runners”, ossia all’impegno di tutte quelle risorse umane, under 40 anni, nei vari settori della società che dovrebbero avere le energie, le competenze, il coraggio di cambiare e la voglia di ripensare un modello sociale e industriale fondato sulla riconversione ecologica della società.

Massima attenzione quindi alle risorse del pianeta, all’etica, alla redistribuzione del lavoro e del reddito, all’innovazione, alle idee.

La Green o la Blue Economy come la vogliamo chiamare oggi rappresenta l’unica via per uscire dalla crisi mondiale. Ecologia, Economia e Etica sono le tre “e” su cui rifondare il modello della finanza che fino ad oggi si è sostituito alla politica e all’esigenze dei cittadini.

Oggi assistiamo invece ad un attacco sfrenato della Finanza ai nostri beni comuni, ai nostri risparmi e all’ambiente. Fondi sovrani e poche lobby stanno cercando di condizionare a livello mondiale il nostro futuro.

Occorre scendere in campo, rilanciare le proprie idee e ridare linfa al progetto ecologista e civico in Italia.

Alcune proposte. Penso per esempio ad una legge dove dopo i 55 non si possono occupare i livelli apicali nella PA, alla liberalizzazione delle professioni e alla riforma del sistema del lavoro. Meno precariato più garanzie per i lavoratori ma anche per gli imprenditori, come l’accesso al credito e la riduzione del costo del lavoro. Agevolazioni fiscali per trattenere le imprese in Italia e riduzione delle tasse e della burocrazia. Occorre far rientrare i cervelli in Italia e investire il 2% del PIL nella ricerca e nell’innovazione.

Sponsorizzare le quote rosa e valorizzare il ruolo delle donne nei ruoli apicali.

Il progetto degli Ecologisti e civici deve far proprie queste proposte per attuare quella rivoluzione generazionale così tanto auspicata da più parti.

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