Martedì 19 Giugno 2012 13:28

L'EUROPA CROCE E DELIZIA: SERVE UNA BUSSOLA

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di Paolo Galletti

Stupisce la mancanza di un serio e duro dibattito in Italia sul futuro dell'Europa. Un appello "per un'Europa federale" pubbicato da Repubblica con le firme di Attali ( consigliere di Hollande), Prodi, Amato, Bonino, Cohn Bendit e Frassoni ed esponenti vari dei socialisti europei e dei Verdi non ha suscitato alcun dibattito.

Il testo è recuperabile su Repubblica.  La tesi è quella della necessità di un'europa politica federale,che superi il trattato di Lisbona e l'attuale struttura paralizzante. Che si faccia carico di una parte del debito mutualizzandolo. Che metta imposte sulle transazioni finanziarie e la carbon tax. Che alzi di un punto l'iva. Tutto questo per superare l'austerità che ci sta portando in un vicolo cieco e favorire la "crescita", con opportuni investimenti. Un appello importante, anche se insufficiente, a parer mio nel non definire abbastanza quale "crescita", o meglio conversione ecologica praticare.

E' poi uscita sul Corriere una intervista a Joskha Fischer, già leader dei Grunen e ministro degli esteri della Germania. La Germania non affondi l'europa ,sarebbe la terza volta in cent'anni -afferma Fischer- La Merkel miope non capisce che la fine dell'euro affonderebbe anche la Germania. Non voglio qui riassumere l'intervista che merita una lettura integrale. Fischer, forse depurato da un eccesso di realismo, indica anche lui con chiarezza una integrazione politica dell'Eurozona e misure solidali per evitare la recessione ed il fallimento.

Peraltro anche il primo appello citato (Attali e Cohn Bendit...) sottolineava che l'attuale deriva, se non corretta in tempo, porta alla disintegrazione dell'euro e dell'Europa. Un'Europa che ha garantito decenni di pace ed integrazione dopo due guerre mondiali da lei avviate. E qui siamo giunti al tasto dolente: l'euro. Doveva essere la premessa e l'acceleratore di un processo politico. Ma i governi, prevalentemente di centrodestra succedutisi, hanno bloccato il processo e l'Europa si trova nella palude. C'è chi propone, con una certa leggerezza di uscire dall'euro, ritrovando i fasti di una moneta nazionale. Pare però che questo porterebbe alla rovina tutti i piccoli risparmi di più generazioni..... C'è chi propone una zona con un euro di serie B (l'ultimo Grillo, o meglio forse il penultimo). C'è chi aspetta che Francia e Germania decidano cosa fare.

Certo nella politica italiana del gossip, dei facili capri espiatori, dei discorsi da bar elevati alla dignità di talk show non è agevole discutere seriamente di quello che vorremmo costruire. Meglio rassegnarsi all'inevitabile, dando comunque la colpa a qualcun'altro, sfogando così il proprio rancore distruttivo. Mi pare invece che in questo contesto la posizione dei Verdi europei possa essere una bussola per il viaggio. Un'Europa politica federale e solidale che ridisegni anche una conversione ecologica della produzione di beni in armonia con la Natura.

E scusate se è poco.

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