Giovedì 31 Maggio 2012 10:42

SUPERIAMO IL PIL PER UN NUOVO MODELLO DI SOCIETA'

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di Francesco Alemanni

Fisco più equo e giustizia sociale

Fisco è una delle parole più inflazionate del momento. Evasione fiscale, pressione fiscale, ‘fiscal compact’ e giù giù fino ad arrivare alle comprensibili richieste degli Italiani, che pretendono un fisco più equo. Punto di partenza non più rinviabile per soddisfare questa richiesta è superare il PIL con nuovi indicatori del benessere come l’impronta ecologica e la sostenibilità socio-ambientale. Questo consentirebbe di rivedere i modelli sociali in funzione della qualità della vita e non della crescita. Crescita di chi? Di cosa?

Una delle possibili soluzioni per far respirare, ad esempio, il comparto industriale sarebbe immettere nuova liquidità nel sistema a tassi agevolati e cercare  di compensare i debiti fiscali con i crediti che le imprese hanno verso la Pubblica Amministrazione. Ed ancora ridurre la pressione fiscale sul costo del lavoro, favorendo la lotta al precariato. Obbligo di retribuzione minima per stagisti, apprendisti e praticanti e puntare a liberalizzare le professioni. Sostituire la CIG (Cassa Integrazione Guadagni) con il  sussidio di disoccupazione (Salario sociale/di cittadinanza) come già avviene in diversi paesi europei. Puntare sul futuro e sui giovani, investendo il 2% dell’attuale PIL in ricerca e università, scuola, formazione e innovazione.

Un altro segnale molto sentito in nome della giustizia sociale sarebbe quello di eliminare l’IMU sulla prima casa o quantomeno abolirla per i proprietari che hanno contratto un mutuo e l’introduzione di una Patrimoniale permanente o una tantum per i patrimoni personali o societari oltre un milione e mezzo di euro. Rendere deducibili le spese “primarie” fino ad un tetto massimo pari al 50% dello stipendio anche per i dipendenti pubblici. Favorire la lotta all’evasione e all’elusione fiscale.  Introdurre  un contributo di solidarietà obbligatorio, per chi ha già usufruito dello scudo fiscale, pari al 10% del capitale “scudato” (gettito previsto 10 mld euro).

Rivedere il modello Equitalia ormai quasi usuraio e distante dalle difficoltà economiche dei cittadini, introducendo meccanismi di rateizzazione, riducendo i tassi e rivedendo le modalità di ricorso. Favorire l’introduzione di una “No tax area” per le imprese “verdi” e l’IVA al 4% per tutti i prodotti di prima necessità e per i prodotti “verdi”. Aumentare l’IVA sui beni di lusso e sui prodotti dannosi per l’ambiente e la salute.

Penso ad  un sistema previdenziale sostenibile e solidale. Penso a modifiche del sistema previdenziale che non siano indirizzate a ripagare il debito, ma a favorire le politiche sociali, dei giovani e delle donne.

Tutto questo dovrebbe essere la base di una comune politica europea economica e fiscale, che punti a ridurre il debito attraverso una tassa sui trasferimenti finanziari, rendendo la BCE una vera banca centrale che possa essere prestatore di ultima istanza ed emettendo i famosi Eurobond finalizzati. La finanza senza limiti genera mostri, come l’attualità ci ha dimostrato: bisognerebbe introdurre una solida     distinzione tra banche di risparmio e banche di investimento e creare un’Agenzia di rating pubblica europea per ridimensionare la finanza e per regolamentare i mercati finanziari. Senza trascurare la protezione dei beni comuni, che dovrebbe essere oggetto di un’agenzia ad hoc, a tutela dei Beni comuni europei.


Ultima modifica Giovedì 31 Maggio 2012 10:44

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