Sabato 16 Ottobre 2010 15:44

Il cambiamento parte da Bologna

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La Costituente ecologista è un’occasione per contribuire a cambiare in meglio l’Italia. E proprio dall’appuntamento di ieri e oggi a Bologna parte l’impegno per dare forma e sostanza a questa esigenza che ormai è avvertita da più parti nella nostra società. Il dibattito politico è ormai logorato da temi che si ripropongono ciclicamente e che assomigliano più al pettegolezzo che non al confronto su temi che riguardano il presente ed il futuro degli italiani.

La riconversione ecologica dell’economia e della società, aggiungo, è una scelta non più rinviabile sia dal punto di vista economico che da quello della lotta ai cambiamenti climatici. La politica industriale del nostro paese è ancorata al passato ed ignora i percorsi di modernizzazione che, invece, costituiscono la base dell’innovazione negli altri paesi europei. Faccio un esempio.

L’industria automobilistica è in crisi? La risposta più naturale sarebbe quella di riconvertire gli stabilimenti che rischiano la chiusura alla produzione di mezzi pubblici, come già accade in tutta Europa. In Italia, invece, quelle che in tutto il mondo sono già realtà vengono percepite come utopie e si decide di far pagare la crisi ai lavoratori stravolgendo i diritti acquisiti e le relazioni sindacali. Lo stesso avviene per quanto riguarda l’energia.

Tutto il mondo investe con forza sulle rinnovabili che sono le energie del futuro e, in molti casi, già del presente? L’Italia berlusconiana decide di fare un doppio salto mortale all’indietro verso il nucleare che oltre ad essere obsoleto, costoso e radioattivo è anche pericolosissimo. è arrivato il momento di invertire la marcia di un paese altrimenti destinato al declino.

Basterebbe ridurre le spese per gli armamenti - l’Italia spenderà dei prossimi anni oltre 40 miliardi di euro - per avere risorse per le politiche sociali e per l’ambiente, per le rinnovabili e per la messa in sicurezza di un territorio che cade a pezzi. Bisogna superare gli schemi classici di destra e sinistra e guardare avanti. è questo l’insegnamento che ci ha lasciato Alex Langer. è questa la lezione che ci arriva dal Brasile dove Marina Silva è riuscita a mettere in evidenza le contraddizioni delle politiche ambientali di Lula e a diventare determinante per i ballottaggi con il suo 20%. è questa la lezione che dobbiamo imparare dal pragmatismo dei Verdi tedeschi e dai risultati di Europe ecologie di Cohn Bendit.

Superare schemi ideologici ormai vecchi e guardare ai contenuti, è questa la ricetta per cambiare il Paese. La Costituente ecologista ha il dovere di costruire una nuova agenda politica, mostrando come l’ecologia non solo sia un elemento essenziale per modernizzare il nostro paese ma anche il modo per creare nuovi posti di lavoro e garantire il benessere a tutti.

Abbiamo l’opportunità, quindi, di costruire un luogo nuovo della partecipazione, attraverso gli strumenti che il web ci mette a disposizione e superando la forma del partito tradizionale, che ormai sono i luoghi della non democrazia. In questo senso vogliamo costruire con determinazione una politica partecipata e diffusa nei territori, raccogliere le migliori energie disponibili e metterle a disposizione di un cambiamento necessario.

Ultima modifica Giovedì 25 Novembre 2010 17:38

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