Mercoledì 10 Novembre 2010 15:32

Titoli spazzatura e deficit, siamo la prossima Grecia

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Loretta Napoleoni Economista ed esperta di terrorismo, collabora come consulente con governi ed organizzazioni internazionali. Ora lancia l’allarme per il debito pubblico italiano.

L’economia mondiale sta iniziando ora a risollevarsi dalla crisi dei subprime, i cosiddetti “titoli spazzatura” che hanno messo in ginocchio la finanza globale.

Lei sostiene invece che in Italia quei titoli continuano ad aumentare. Com’è possibile? Negli Stati Uniti le banche avevano permesso ai privati di indebitarsi oltre la possibilità di ripagare i prestiti. In Italia le banche lo permettono agli enti pubblici, con la complicità del governo.

Sarebbe? Le faccio l’esempio delle Asl, che nella maggior parte dei casi sono in rosso. In Campania sono talmente senza soldi che non riescono a pagare neppure le fatture di due anni prima. Invece di cercare di risparmiare, sono andate dalle banche d’affari.

Per fare cosa? In pratica la banca dice alla Asl: tu devi pagare queste fatture per i prossimi due anni? Bene: me le compro io, ti do subito i soldi, e intanto emetto delle obbligazioni che poi vendo in borsa.

È lo stesso meccanismo dei subprime dei mutui americani, giusto? Sì, solo che qui, siccome le Asl sono legate allo Stato, il debito lo garantisce il ministro dell’economia Giulio Tremonti. Anche se non si potrebbe. Quindi il “rosso” delle Asl viene venduto alle banche, che lo rivendono ai cittadini come se fosse un debito dello Stato (quindi sicuro, con un tasso d’interesse basso) e i cittadini se lo comprano senza sapere nulla. Molte di queste obbligazioni finiscono nei fondi pensioni.

In realtà, sono molto rischiose… Sì! E quindi dovrebbero dare un interesse molto più alto! Si stanno vendendo i debiti di un ente che non riesce neppure a pagare le fatture di due anni prima. In finanza questa operazione si chiama “babbo morto”.

“Babbo morto”, perché? Perché tu vendi l’eredità di tuo padre prima che muoia: senza sapere se e quando l’avrai…

Be’, però c’è la garanzia dello Stato. Ma non si potrebbe! Solo il ministero del Tesoro e le Regioni a statuto speciale possono emettere obbligazioni. Non gli enti. In più le Asl rientrano nel bilancio dello Stato, ma hanno autonomia contabile e patrimoniale. Il ministro dell’Economia copre tutto questo, però, perché altrimenti si fermano tutte le regioni. Non ci sono i soldi per farle andare avanti.

Ne è sicura? Mi sembra incredibile. Certo. E non è il solo modo per tirare fuori soldi che non ci sono. Un’altra cosa che fanno spesso, è far sembrare il debito più basso di quel che è.

Come si fa? Si toglie dal bilancio statale una parte del debito con lo “swap”, che vuol dire cambio. Anche qui serve l’aiuto delle grandi banche d’affari: quando il debito è troppo elevato la banca lo scambia con un altro più dilazionato. Questo comporta che nel bilancio compare solo il nuovo debito, che è più basso di quello vecchio, perché è più diluito.

Ma scusi, anche se è diluito, il debito rimane lo stesso, perché dura di più nel tempo… Non solo rimane lo stesso, ma aumenta: il tasso di interesse si abbassa per i primi tre anni, per esempio, e poi aumenta molto per quelli successivi. Ma siccome il bilancio è solo una fotografia delle entrate e delle uscite in un dato momento, il debito sembra più basso.

Prima o poi però quei soldi lo Stato dovrà pagarli. Esatto. Però allo scadere dei tre anni loro che fanno? Un altro swap. E quindi spingono continuamente verso il futuro la data in cui dovranno pagare molto di più. Ovviamente questo “di più” aumenta ogni volta che si riallunga il pagamento. Questo la fa lo Stato, ma lo fanno anche le Regioni e le Province.

E tutto questo come fa a reggersi? Come facevano i subprime: è un castello di carta, prima o poi cade. Per ora regge perché il rischio di insolvenza dell’Italia è ancora buono, perché la banche ci guadagnano… Ma nel momento in cui le banche decideranno di non darci più fiducia, di non “allungare” più il debito, finiremo come la Grecia.

Perché l’opposizione non dice niente? Secondo me i parlamentari non dicono nulla perché non capiscono nemmeno di che cosa stiamo parlando. Sono tutte operazioni che fanno le banche d’affari, molto spesso neppure i loro consigli di amministrazione le conoscono. Quello che sa tutto è il ministro del Tesoro, che infatti cerca di tirare i cordoni della borsa con tutti gli altri ministri. Ma intanto continua a permettere queste operazioni, sennò dovrebbe ammettere che siamo messi molto male.

Lo scenario che viene fuori è apocalittico… Dal punto di vista economico quale sarebbe la soluzione? Intanto più della metà del Pil italiano è in nero. Se su quelle attività economiche si pagassero le tasse, il debito si dimezzerebbe subito. Ma soprattutto la via d’uscita è un cambio drastico della classe politica: un governo e un parlamento nuovi, che siano capaci di capire queste operazioni finanziarie. Devono stabilire quanto è grande effettivamente questo debito e poi rimboccarsi le maniche.

Elena Tebano

Ultima modifica Giovedì 25 Novembre 2010 17:42

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