NOTIZIE

La scienza ci sta sfuggendo di mano?

Giovedì 04 Ottobre 2012 13:42

Autore: Stefania Lopedote
articolo di Paolo Galletti
Ricordando Barry Commoner

Su Wikipedia in italiano Barry Commoner, morto a 95 anni a Nuova York qualche giorno fa, compare con una voce appena abbozzata (ben diversa la lunga ed esauriente versione inglese). Ecco un sintomo dell 'alzheimer sociale che ci affligge. Il testo fondamentale di Barry Commoner “ il cerchio da chiudere”, pubblicato da Garzanti negli anni Settanta, è una pietra miliare del pensiero ecologista. In sintesi: i processi naturali sono ciclici e nulla va perduto, i processi della recente rivoluzione industriale sono lineari e producono inquinamento, rifiuti tossici, entropia crescente. Ecco quindi il cerchio da chiudere, attraverso una conversione ecologica dei processi produttivi.

Intervista di Francesca Polistina con Marco Boato
per il Corriere del Trentino, 19 settembre 2012

 

Il 26 settembre 1988 Mauro Rostagno veniva ucciso a Lenzi di Valderice, di ritorno dall’emittente Rtc, dove lavorava come giornalista. Lei, Marco Boato, cosa ricorda di quei giorni?
Quella sera ero a Venezia, a visitare mia madre ammalata. Stavo ascoltando con lei il telegiornale, quando in coda venne data, con un “flash” di pochissime parole, la notizia dell’omicidio di Mauro, avvenuto poco prima. Rimasi sconvolto. L’avevo visto l’ultima volta a Trento qualche mese prima, nel febbraio, in occasione del ventennale del ’68 del movimento studentesco di Sociologia all’insegna del “Bentornata Utopia”. Mi aveva parlato con entusiasmo della sua esperienza di giornalista antimafia, ma non solo, alla televisione Rtc di Trapani e mi aveva invitato ad andarlo a trovare alla comunità “Saman”. Poi, durante l’estate, ci eravamo sentiti più volte per telefono in relazione al processo Calabresi e l’avevo messo in contatto con Sandro Canestrini di Rovereto e col giovane Giuliano Pisapia, oggi sindaco di Milano, che divennero per pochi mesi i suoi avvocati. La mattina dopo, il 27 settembre, mi precipitai a Trapani e trascorsi due giorni a Lenzi di Valderice a vegliare la sua salma, a confortare la sua compagna Chicca e la loro figlia giovanissima Maddalena, a parlare con gli amici che arrivavano da tutta Italia, a ricostruire la sua vita e la sua morte. Una esperienza drammatica e indimenticabile, che rivivo ancora oggi.

L'ESTREMISTA: Connie Hedegaard

Martedì 25 Settembre 2012 15:10

Autore: Stefania Lopedote

Post di Vittorio Marletto, fonte: pianetaserra.wordpress.com

Qualche anno fa era ministro dell'ambiente nel governo danese, adesso è commissaria europea per il clima e scrive sul Guardian. Connie Hedegaard non ha peli sulla lingua e ci avvisa che non è il caso di illuderci: il nuovo clima estremista è arrivato, come da anni ci avvisavano gli scienziati.

A forza di bruciare combustibili fossili e di scaricare nell'atmosfera miliardi di tonnellate di carbonio ogni anno ci siamo finiti dentro fino al collo: abituatevi agli estremi gente, piogge estreme nevicate estreme caldo estremo sono la nuova normalità, presto il pianeta non avrà più la calotta polare artica (un cambiamento apocalittico di cui però nessuno discute in Italia), la siccità più grave a memoria d'uomo ha distrutto i raccolti di mais americani, gli allevatori di tutto il mondo hanno cominciato a macellare le proprie mandrie perché non si possono più permettere i mangimi, e i capitalisti si fregano le mani perché credono di poter ricavare immensi profitti da questo disastro. Non pensate che io sia catastrofista, ho solo riassunto in poche righe il contenuto delle pagine ambientali curate dal serissimo Guardian. Ho paura, voi no?

Intervista con Alberto Magnaghi*
a cura di Karl-Ludwig Schibel

Possiamo dire che il suolo vive dei cicli naturali che si sono evoluti in lunghe fasi della storia del pianeta mentre il territorio in Europa è il risultato di un processo storico co-produttivo tra uomo e natura?

Mi sembra chiarissimo. Possiamo fare questa distinzione se parliamo di suolo come prodotto di cicli naturali di milioni di anni, principalmente come copertura forestale della terra e di zone umide. Tuttavia, se parliamo del suolo degli ultimi 10.000 anni, se non stiamo parlando delle foreste amazzoniche, dei ghiacciai o dei crateri dei vulcani, sicuramente parliamo di suolo che è stato o edificato (città, infrastrutture, riviere fluviali o marine) o trasformato in paesaggio agro-forestale; paesaggi che, essendo prodotti di una trasformazione co-evolutiva fra insediamento umano e ambiente, rappresentano un neo-ecosistema che chiamiamo territorio (natura trasformata in questo lungo processo co-evolutivo). In Europa in particolare quando parliamo della carenza, della distruzione, della crisi del suolo non possiamo che parlare di crisi del territorio, ovvero delle relazioni virtuose fra insediamento umano e ambiente che la nostra civiltà delle ma cchine ha interrotto, provocando profondi squilibri di questi neo-ecosistemi e, dunque, dell'ambiente dell'uomo; non della natura originaria che è già stata radicalmente trasformata in questi 10.000 anni.

articolo di Riccardo Bottazzo

Una volta, questa domenica di settembre, era il giorno della Lega e di Roma ladrona. Arrivavano con le bandiere del sole padano e la “sacra ampolla” d’acqua del Po. Se andava bene, raggiungevano Riva degli Schiavoni senza incidenti per ascoltare il Bossi urlare contro meridionali e migranti. Se andava male, si fermavano per strada a menare qualche disgraziato cameriere con la pelle di un colore, a sentir loro, poco “padano”. 

MARTINI SEGNO DI CONTRADDIZIONE

Martedì 11 Settembre 2012 13:51

Autore: Stefania Lopedote
articolo di Marco Boato

“Io ritengo che ciascuno di noi abbia in sé un non credente e un credente, che si parlano dentro, che si interrogano a vicenda”: queste parole, così semplici e così autentiche, del card. Carlo Maria Martini mi sembrano esprimere al meglio il perché quest’uomo, questo padre gesuita e biblista, questo arcivescovo abbia saputo essere riconosciuto come un cristiano del nostro tempo e un uomo del dialogo da tante persone di fede – delle più diverse fedi religiose – e da tanti altri che sono alla ricerca del vero e del giusto senza avere un riferimento religioso.

(OAKLAND, CA, USA) — 22 agosto 2012: in tale data l'umanità ha superato il budget a disposizione per questo anno e ora sta operando in una situazione di sovraconsumo, secondo I dati forniti dal Global Footprint Network, una organizzazione internazionale di ricerca con sedi in California e Europa.

Intervista con il Dr. Wilfried Bommert, tratta da www.colloqui-dobbiaco.it

Lei traccia un’immagine drammatica della “caccia globale ai campi del mondo” arrivando alla conclusione che “le prospettive sono sinistre”. Perché nonostante ciò la questione del suolo gioca nella percezione generale un ruolo così periferico?

W. B.: Dobbiamo forse distinguere chi guarda cosa. Per l’agricoltura, la questione del suolo gioca un ruolo così marginale perché è sparita sistematicamente dalla formazione professionale degli ultimi 40 anni. Il suolo è un tema solo per la questione di come meglio concimarlo per avere una crescita più abbondante delle piante. Il suolo stesso come costrutto biologico, come bio-fabbrica dove nascono nutrienti, crescita e fertilità non è un tema e non lo è più in Germania dagli anni Cinquanta dell’ultimo secolo. Il che fa si che nessuno pensa più a cosa si trova sotto di noi; già per gli esperti e ancora di più per i non-esperti il suolo tendenzialmente è sempre molto lontano, se mai viene percepito sotto la rubrica “paesaggio”.

ADDIO AL GHIACCIO

Mercoledì 05 Settembre 2012 13:38

Autore: Stefania Lopedote
post di Vittorio Marletto tratto dal blog "pianetaserra"

Pochi giorni fa l’annuncio che la calotta artica è ai minimi storici e che la velocità di scioglimento intorno al polo nord è superiore a ogni più fosca previsione. Qualche giorno prima la notizia che quest’anno lo scioglimento del ghiaccio sulle Alpi è incontenibile e che della Marmolada restano pochi scampoli che si tenta di preservare con teloni (qui molte foto impressionanti). A fine luglio la notizia che le temperature erano sopra zero persino al culmine della Groenlandia, quando di solito anche in piena estate quelle zone restano congelate. Sono segnali inquietanti già da soli ma quando si leggono tutti in fila l’impressione è terribile: stiamo dicendo addio al ghiaccio. Non ascoltare i segnali del pianeta è un errore imperdonabile, ma le orecchie di tutti sono piene di altri suoni… anche sul Titanic l’orchestra continuava a suonare mentre la nave affondava.

 

Il miraggio dei minatori della CarboSulcis

Martedì 04 Settembre 2012 15:06

Autore: Stefania Lopedote

di Paolo Cagnoli

La protesta dei minatori che hanno occupato da domenica 26 agosto a ieri la miniera di carbone di Nuraxi Figus, a Gonnesa, in provincia di Carbonia-Iglesias è stata forte e drammatica: si erano asserragliati 400 metri sotto terra, con molto esplosivo, per chiedere certezze sul loro lavoro, in un periodo in cui di lavoro c'è ne sempre meno.