CONSULTAZIONE SUL SIMBOLO DELLA NUOVA RETE FEDERATA ECOLOGISTA E CIVICA

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Amministratore

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di Michele Dotti

In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un proliferare di marce e manifestazioni in tutto il mondo, per protestare contro le risposte della politica alla crisi economica, ritenute inefficaci e fortemente sfavorevoli ai giovani: dagli Indignados spagnoli ai giovani manifestanti di Occupy Wall Street, dai manifestanti delle cosiddette "primavere arabe" alle manifestazioni femministe di "se non ora quando" e mille altre marce pacifiste, molte delle quali confluite nel grande evento "United for global change" del 15 ottobre 2011 che ha visto milioni di persone, specialmente giovani, manifestare contemporaneamente in tutti i paesi del globo.

Per certi versi questo grande fermento culturale e politico potrebbe ricordare quanto accadde nel '68; la rabbia e l'indignazione di fronte alle tante ingiustizie è certamente simile, la voglia di cambiare sicuramente non manca ed è sincera e profonda e in molti casi si stanno anche producendo elaborazioni interessanti, con analisi e proposte politiche anche più mature di quanto non fosse accaduto nel '68.

Quello che a mio avviso manca, però, o per lo meno ancora scarseggia in questo momento storico, è la speranza.

Una ragionevole speranza che le cose possano davvero cambiare.

Una ostinata speranza che spingeva i giovani sessantottini a gridare "siate realisti, chiedete l'impossibile", con le parole di Albert Camus.

Una speranza organizzata, che diviene capacità di proposta politica reale.

Occorre dunque, in questo preciso momento storico, più di ogni altra cosa, coltivare la speranza. Specialmente nei giovani!

Speranza che non è pia illusione di un cambiamento possibile o fuga dalla realtà verso un'utopia, ma consapevole e determinata ricerca di proposte alternative, tenace impegno volto a promuovere creatività sociale e tradurla poi in progettualità politica concreta, facendo tesoro anche delle tante esperienze virtuose del passato o realizzate in altri paesi, in uno scambio intergenerazionale e interculturale che appare l'unica via realistica per tracciare un cammino nuovo. Un cammino che vada oltre la mera riproposizione di prassi consolidate che hanno ormai mostrato tutti i propri limiti.

C'è ovunque un grande risveglio della voglia di partecipazione e di protagonismo democratico. Una partecipazione che aspira a superare la mera rappresentanza per farsi democrazia partecipativa, non alternativa ma certo complementare alla prima.

Se questi mille rivoli di partecipazione dal basso sapranno unirsi per produrre un'elaborazione condivisa e una proposta politica alternativa, fondata sul paradigma dei beni comuni - affermatosi trionfalmente con il referendum sull'acqua dello scorso giugno - e sulla ormai imprescindibile conversione ecologica, credo che saremo capaci di raccogliere la forza e il consenso necessari a produrre quel cambiamento di cui tutti avvertono la profonda necessità, ricucendo anche lo strappo fra le generazioni che oggi appare davvero come un nervo scoperto della nostra società.

Per fare questo occorre che le istanze della società civile si incontrino e si intreccino con le tante esperienze amministrative alternative che negli ultimi anni si stanno organizzando e coordinando a partire dalle reti di Comuni -dall'Associazione dei Comuni Virtuosi alla Rete dei Comuni Solidali, alla Rete Nuovo Municipio, alla Rete Città del Bio o alla Rete degli Enti locali per la Pace- fino alle migliori esperienze ed elaborazioni a livello europeo.

Allargare l'orizzonte alla dimensione europea può risultare fecondo e contribuire concretamente alla diffusione di un paradigma culturale nuovo, su cui fondare una politica sana che riavvicini i cittadini alle istituzioni e ridia speranza al nostro futuro.

La disperazione ed il disagio sociale si prevengono ascoltando le istanze dei territori «Episodi di violenza come il ferimento del manager dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi vanno condannati senza se e senza ma. La protesta per la madre di tutte le opere inutili, la Tav, è però un’altra cosa. Bisogna fare attenzione a non creare indebiti accostamenti».

Così Michele Dotti, co-portavoce di ‘Ecologisti e Reti civiche–Verdi Europei’, ha commentato le parole espresse oggi dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. «Come ‘Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei’ esprimiamo profonda e sincera preoccupazione per il clima di tensione che si respira nel Paese e condanniamo con fermezza ogni tipo di violenza» – continua Dotti, che ritiene che «il coinvolgimento attivo dei cittadini nei processi partecipativi e di democrazia diretta sia il miglior modo di promuovere concretamente la "nonviolenza", che rappresenta per il nostro movimento politico un valore assoluto».

«Quando i cittadini si dicono contrari ad un’opera anti-economica come la TAV dovrebbero essere ascoltati», aggiunge Mary Luppino, co-portavoce di ‘Ecologisti e Reti civiche–Verdi Europei’, che continua «le istituzioni hanno il dovere di riflettere seriamente e prendere in considerazione le istanze che nascono dai territori anche per prevenire la frustrazione e la disperazione su cui possono proliferare idee eversive». «Se c’è qualcosa di cui preoccuparsi oggi - conclude la Luppino - non è certo la protesta costruttiva dei movimenti No-Tav, ma è la tensione sociale prodotta dai tagli, dalla mancanza di lavoro, dall’eccessiva precarizzazione dell’esistenza. Se il governo desse ascolto ai cittadini e tagliasse opere inutili come la Tav, risparmiando risorse utili a far fronte a questo periodo di crisi economica, forse ci sarebbe meno di cui preoccuparsi».

Roma, 14 maggio 2012

Dalle rinnovabili 78 miliardi di euro di benefici al 2030 e 266.000 posti di lavoro al 2020 «In base a quali dati il sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico afferma oggi che il 20% della bolletta media annua è dovuto agli incentivi alle energie pulite?». Così Michele Dotti, co-portavoce di Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei, ha commentato le parole espresse oggi dall’on. Claudio De Vincenti durante l’interpellanza urgente presentata alla Camera dagli onorevoli Prestigiacomo e Baldelli sul sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili.

«Dai dati diffusi dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas a metà aprile - continua Dotti - le vere rinnovabili pesano per l'11,9% della bolletta elettrica, con una spesa media di 61,2 euro l'anno su una bolletta di 515. Forse potrebbe valere la pena spendere 5 euro al mese per i prossimi 4-5 anni per ritrovarsi, come affermano gli studi della Bocconi, con 78 miliardi di euro (5,2 punti di PIL) di benefici per il sistema paese al 2030 e 266.000 posti di lavoro al 2020. Evidentemente il sottosegretario si è confuso con un altro dato, sempre diffuso dall'Autorità che afferma, in relazione al gettito fiscale, che la componente A3 attualmente grava – cito testualmente – ‘per circa il 19 per cento sui clienti domestici, per circa il 38 per cento sugli altri clienti in bassa tensione, per il 36 per cento sui clienti in media tensione e per il restante 7 per cento sui clienti in alta e altissima tensione’.

Basta con gli attacchi alle rinnovabili - conclude Dotti - La stragrande maggioranza delle nostre bollette sono dovute al costo dell'acquisto di petrolio, gas e carbone, alle tasse, ai guadagni delle lobby del petrolio che il governo difende, alla dismissione del nucleare che ancora paghiamo in bolletta e ad altre voci assurde, come per esempio quelle che classificano come ‘rinnovabili’ impianti che di certo non lo sono, come i ‘termovalorizzatori’, il famigerato CIP6». «Forse qualcuno non si è reso conto che le rinnovabili, prima di essere un costo, sono una grande opportunità per questo paese. - aggiunge Mary Luppino, co-portavoce di Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei, che continua - Per non parlare dell’autosufficienza energetica che porterebbero in dote le energie rinnovabili.

L’eliminazione del bonus fotovoltaico di 5 centesimi a kWh previsto dal IV° Conto Energia per chi sostituisce i tetti in amianto con pannelli fotovoltaici – continua la Luppino - uccide non solo l'unica misura strutturale che è servita realmente in questi anni per bonificare l'edilizia dall'amianto, ma anche una possibilità per le famiglie di rendersi autonome nel tempo dai giganti dell’energia. Cosa che avrebbe, sì, effetti sulla bolletta: potrebbe dimezzarla e addirittura azzerarla.»

Roma, 3 maggio 2012

«Bisogna unire con umiltà e coraggio le varie anime della società civile e i diversi paradigmi culturali, dall'ecologismo al pacifismo, dal mondo civico alla vasta area dei beni comuni i quali, insieme, hanno mostrato il proprio valore e il proprio peso in occasione dei referendum.

Questo per creare in un'ottica confederale, un'alternativa concreta alla politica attuale, che sappia fare della diversità un valore e ridare una speranza al nostro paese». Così Michele Dotti, co-portavoce di "Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei", è intervenuto questa mattina a Firenze alla prima Assemblea del "Manifesto per un soggetto politico nuovo", movimento nato dall'idea di alcuni intellettuali come Paul Ginsborg, Ugo Mattei, Paolo Cacciari, Luciano Gallino, Stefano Rodotà, che a fine marzo hanno rivolto un appello alla società civile a mobilitarsi per la nascita di un soggetto politico capace di una politica rinnovata "nella forma e nelle passioni". «Occorre fare oggi quello che fecero i nostri nonni quando si infilarono gli scarponi e salirono sui monti per resistere all'orrore nazi-fascista, andando oltre i diversi percorsi culturali di provenienza, in nome di valori e obiettivi comuni», conclude Dotti che ha ricordato la risposta di piena disponibilità al dialogo rivolta ai promotori dell'appello che gli 'Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei' hanno letto con attenzione e grande interesse e nel quale si riconoscono in pieno. «L’intento del nostro percorso è quello di “arrivare alla costituzione di un soggetto politico nuovo, con ambizioni di governo” partendo dalla necessità di proporre un modello non solo politico, ma anche culturale ed economico, alternativo a quello attuale e capace di rispondere concretamente alle sfide che la storia ci pone dinnanzi».

 

Roma, 28 aprile 2012

Società civile sia rappresentata nelle istituzioni. Noi vogliamo colmare il vuoto dei partiti Nel periodo di transizione che porterà all’Assemblea programmatica e statutaria di Giugno, il comitato di coordinamento politico di “Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei” ha deciso per la nomina di un portavoce uomo e di uno donna del movimento, secondo il principio della parità dei sessi: si tratta di Michele Dotti e Mary Luppino. Fra i primi promotori della nascita del movimento federato “Ecologisti e Reti civiche-Verdi Europei”, Michele Dotti, originario di Faenza in provincia di Ravenna, ha 38 anni ed è educatore, formatore e scrittore. Da anni promuove laboratori didattici sull'educazione alla mondialità, all'intercultura, alla pace e tiene corsi di formazione per insegnanti.

E’ stato per anni volontario con l'ONG Mani Tese in Africa, gestisce un blog personale, uno spazio sul FattoQuotidiano.it ed è autore di diversi saggi. Dotti è anche il promotore dell'Appello "Abbiamo un sogno"(www.abbiamounsogno.it) che ha raccolto migliaia di adesioni on-line anche da parte di importanti esponenti della società civile italiana.

«La classe dirigente del nostro paese non rappresenta più da tempo il valore reale della nostra società sui temi della democrazia, dell’ecologia e dei beni comuni – ha commentato Michele Dotti a margine della propria nomina-. Noi crediamo che sia ora per la società civile di esprimere una propria rappresentanza all'interno delle Istituzioni, a tutti i livelli, affinché le elaborazioni e le proposte delle sue diverse anime (ecologista, pacifista, della solidarietà, della legalità...) possano trovare voce e contribuire a risollevare il nostro paese, restituendo dignità e speranza ai tanti che oggi guardano al futuro con disperazione. Intendiamo promuovere la partecipazione attiva di tutti i cittadini – continua il neo-portavoce - affinché possa emergere, dal basso, una visione alternativa rispetto a quella dominante, che sappia fondere sostenibilità ambientale ed equità sociale, per dare risposte concrete ai problemi di oggi e con un'attenzione particolare anche alle generazioni future». Mary Luppino, classe '68 è giornalista pubblicista ed esperta di comunicazione.

Dirige diversi periodici locali ed è da sempre impegnata nel volontariato e nell'associazionismo Slow Food, Libera e Legambiente e coordinatore del movimento civico Noi Cento. Nel 2011 la Luppino ha ottenuto un risultato lusinghiero come candidata sindaco a Cento, la città emiliana che ha dato i natali al Guercino. «In un momento come questo dove i partiti godono di bassissima fiducia e considerazione, presentare un altro soggetto politico nazionale può sembrare anacronistico – aggiunge la portavoce, fresca di nomina - ma Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei, possono - se sapranno radicarsi sul territorio - proporre una speranza, un sogno, un progetto che non sia subalterno al modello politico ed economico che ci hanno imposto finora e che è la causa della crisi che stiamo vivendo. La mia esperienza di candidato sindaco – continua la Luppino - con una campagna elettorale completamente autofinanziata dai cittadini e con tutti i grandi partiti contro, è stata la mia personale “cartina di tornasole” che dimostra che il progetto Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei è possibile. In questo periodo sono impegnata nella campagna elettorale di una città importante come Taranto, a sostegno di Angelo Bonelli che è candidato sindaco. Qui da sempre la salute viene barattata con il lavoro; noi vorremmo garantire – conclude la portavoce - lavoro, dignità e salute, un ambiente sano dove far crescere i propri figli e questo non è un sogno, si può fare, solo se cominciamo a lavorare per un’economia sostenibile e solidale che di certo non è il portato dei politici che ci governano oggi. Noi vogliamo e siamo in grado di colmare questo vuoto”. Roma, 16 Aprile 2012

REGOLE PER LE NOMINE DEI DELEGATI TERRITORIALI PER L’ASSEMBLEA FEDERALE

Queste regole hanno natura transitoria e sono applicate fino all’assemblea statutaria del nuovo soggetto politico:

- le Agorà rappresentano i comitati spontanei cioè l'organizzazione base e spontanea che nasce a livello territoriale o per approfondimenti tematici secondo le regole che sono già note e pubblicate

- al formarsi, sul territorio di ciascuna provincia, delle Agorà locali, le stesse possono costituire un Coordinamento provinciale con l’obiettivo di promuovere la costituzione di ulteriori Agorà territoriali e favorirne il coordinamento operativo a livello provinciale. Tale Coordinamento sarà sempre aperto a tutte le nuove Agorà che successivamente si costituiranno

- indipendentemente da questo fatto, qualora si ritenga opportuno, nel territorio di ogni provincia si possono costituire da subito dei Coordinamenti provinciali intesi come Comitati promotori del nuovo soggetto politico per l'avvio dell'iniziativa a livello provinciale (anche in tal caso con un minimo di 10 partecipanti come per le agorà e con le stesse regole costitutive e organizzative) con l'obiettivo d'incentivare l'avvio delle Agorà a livello locale e coordinare e promuovere l’attività a livello provinciale

- i vari Coordinamenti provinciali provvederanno a nominare, in un’apposita riunione elettiva a livello regionale, i propri rappresentanti per l’Assemblea federale nazionale (secondo lo schema di composizione qui allegato). I Coordinamenti provinciali hanno inoltre la facoltà di individuare e coinvolgere per tale riunione regionale delle figure ritenute rappresentative per le province nelle quali i comitati provinciali o le Agorà non risultino ancora presenti

- separatamente verranno forniti gli schemi di “assemblea tipo” per la formazione dei Coordinamenti provinciali e delle Assemblee regionali di nomina dei rappresentanti a livello regionale per l’Assemblea federale nazionale

DISTRIBUZIONE DELEGATI ALL’ASSEMBLEA FEDERALE NAZIONALE PER REGIONE
Per la determinazione del numero dei delegati delle diverse regioni all'Assemblea federale è stata realizzata un'analisi complessa, che ha tenuto conto di diversi criteri:

- popolazione della regione;

 

- presenza e impegno nei territori, sulla base del numero di banchetti realizzati per le primarie del simbolo;

 

- garanzia ad ogni regione di un minimo di 2 delegati, anche per le regioni più piccole (Valle D'Aosta, Alto Adige-Südtirol e Molise) che altrimenti non avrebbero potuto esprimere i propri delegati con parità di genere, un principio importante che intendiamo difendere, coerentemente con i nostri principi.

 

Regione

Popolazione

Perc.

Seggi primarie

Perc.

TOTALE

 

 

 

 

 

 

Piemonte

4.226.869

7,14

7

4,00

6

Valle D'Aosta

126.660

0,21

0

0,00

2

Lombardia

9.661.595

16,31

18

10,29

12

Liguria

1.602.428

2,71

4

2,29

3

Trentino

519.800

0,88

9

5,14

3

       Alto Adige-Südtirol

500.030

0,84

1

0,57

2

Veneto

4.681.180

7,90

5

2,86

5

Friuli V.G.

1.204.676

2,03

0

0,00

2

Emilia R.

4.022.222

6,79

12

6,86

7

Toscana

3.521.375

5,95

1

0,57

3

Umbria

825.826

1,39

1

0,57

2

Marche

1.566.033

2,64

2

1,14

3

Lazio

5.552.043

9,37

22

12,57

10

Abruzzo

1.262.392

2,13

10

5,71

4

Molise

321.182

0,54

1

0,57

2

Campania

5.755.370

9,72

29

16,57

12

Puglia

4.466.556

7,54

18

10,29

8

Basilicata

597.768

1,01

11

6,29

4

Calabria

2.111.859

3,57

10

5,71

5

Sicilia

5.033.731

8,50

5

2,86

5

Sardegna

1.670.630

2,82

9

5,14

4

 

 

 

 

 

 

TOTALE

59.230.225

100

175

100

104

MODALITA' COSTITUTIVE DELLE AGORA'

1- Il Comitato denominato Agorà (con il nome del luogo nel quale si costituisce) viene costituito in forma spontanea e libera dai sottoscrittori della "Carta degli intenti" della Rete Federata "Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei" (la "Carta" raccoglie ed unisce i testi dell'Appello "Io Cambio" e dell'Appello "Abbiamo un Sogno");

2- Per la sua costituzione è previsto un numero minimo di 10 partecipanti;

3- La costituzione avviene con la sottoscrizione di un verbale di assemblea secondo lo schema qui allegato;

4- Le cariche dovranno rispettare, per quanto possibile, la parità di genere;

5- Possono aderire tutti coloro che risiedono in Italia, con almeno 16 anni di età;

6- Dell'avvenuta costituzione verrà data comunicazione al Coordinamento Nazionale del movimento politico tramite posta elettronica all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure via fax al numero 06.42.00.46.00,  il quale confermerà in forma scritta il riconoscimento dell'Agorà locale;

7- Con il riconoscimento l'Agorà locale potrà godere di autonomia finanziaria ed organizzativa;

8- L'adesione all'Agorà comporta una donazione minima di 10 euro, che verranno equamente ripartite fra il sostegno alla iniziativa locale e quello alle spese di gestione centrali del progetto. Metà resteranno pertanto al territorio e metà dovranno essere versate sul conto corrente nazionale (Banca Etica - IBAN: IT 12 E 05018 12101 0000 00144113). Chi ha già aderito a uno dei soggetti fondatori (con pagamento della tessera annuale) può aderire alla Rete Federata "Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei" senza ulteriori versamenti;

9- Le Agorà territoriali si impegnano a dare comunicazione anche al livello nazionale delle proprie iniziative attraverso gli strumenti informatici del movimento;

10- Le Agorà hanno lo scopo di promuovere, diffondere ed attuare gli obiettivi del movimento politico federato, la loro durata è temporanea fino all'approvazione delle regole statutarie che verranno successivamente adottate a livello nazionale, regionale e provinciale.

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