CONSULTAZIONE SUL SIMBOLO DELLA NUOVA RETE FEDERATA ECOLOGISTA E CIVICA

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Stefania Lopedote

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COMUNICATO STAMPA

SCIOPERO FAME SINDACO RIACE: SOLIDARIETA’ AD AMMINISTRAZIONE E RIFUGIATI
VERA EMERGENZA UMANITARIA. GOVERNO SBLOCCHI SUBITO I CONTRIBUTI

“Un firma mancante su un pezzo di carta non può negare ciò che un'altra Carta ben più autorevole -quella dei Diritti Umani - riconosce come diritti inviolabili della persona, anche per i rifugiati e richiedenti asilo”. Così Michele Dotti, co-portavoce nazionale di "Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei" ha commentato il gesto coraggioso del sindaco di Domenico Lucano, sindaco di Riace (Reggio Calabria), da oggi in sciopero della fame per protesta contro il mancato versamento dei contributi per i rifugiati e i richiedenti asilo.

“Il ritardo dei contributi è intollerabile e sta creando una vera e propria emergenza umanitaria a Riace e Caulonia - aggiunge Mary Luppino, co-portavoce degli Ecologosti, che aggiunge: - Parliamo di un ritardo che rende impossibile agli enti gestori dei progetti di accoglienza di gestire normalmente le attività di solidarietà destinate a immigrati e rifugiati. Al sindaco di Riace che si chiede se la mancanza di una firma può ridurre alla fame decine di migliaia di migranti, lasciare dei minorenni senza assistenza sanitaria, lasciare senza stipendio per sette mesi decine di lavoratori o danneggiare l’economia di interi paesi devono rispondere le istituzioni con impegni immediati e urgenti, perché questo disastro sta già succedendo. Si tratta di un’altra pagina ingloriosa di ordinaria cattiva burocrazia”.

“Come "Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei" ci uniamo alla Rete dei Comuni Solidali e all'Associazione dei Comuni Virtuosi nell'esprimere solidarietà e vicinanza al Sindaco Mimmo Lucano e a tutti i rifugiati del progetto "Emergenza Nord Africa" – ribadisce Michele Dotti - e chiediamo al Governo di intervenire immediatamente affinché questa vicenda - di grande valore simbolico per misurare il grado di civiltà del nostro Paese - possa giungere al più presto ad un esito positivo”. “Che il ministro Riccardi - conclude Mary Luppino - intervenga al più presto, magari tra una presenza televisiva ed un’altra, e firmi il decreto in questione.”

di Monica Frassoni
Il forum della Fondazione Verde Europea e di Sbilanciamoci «Uscire dalla crisi con un'altra Europa» per una discussione su un fronte democratico per cambiare l’Europa

Il terzo appuntamento della Fondazione Verde Europea e di Sbilanciamoci che si è svolto a Roma («Uscire dalla crisi con un'altra Europa») si lega in modo diretto all'Appello «un'altra strada per l'Europa» e al Forum del 28 giugno di Bruxelles, che ha riunito 150 rappresentanti di organizzazioni e deputati europei intorno a 5 proposte (finanza, ribaltamento della logica dell'austerità, «new deal» verde, democrazia) da portare avanti, appunto, in Italia in Europa. Per noi, Italia ed Europa sono per forza legate: non solo perché le elezioni sono vicine. Ma perché se si rompe l'Europa come ideale e come spazio di democrazia e coesione sociale, anche l'Italia cadrà ancora più in basso.

articolo di Luana Zanella

Dopo il voto del Parlamento europeo del 4 luglio, che ha respinto la ratifica del trattato ACTA ( Anti-Counterfeiting Trade Agreement ), nella rete si era diffusa la preoccupazione che ciò che era uscito dalla porta principale dell’assemblea parlamentare europea, potesse rientrare dalla finestra aperta dalla Commissione europea, attraverso il trattato commerciale che dovrebbe essere sottoscritto a breve tra UE e Canada ( CETA, Canada – EU Trade Agreement ). La smentita è venuta dal portavoce europeo John Clancy su twitter. Il contenuto dei commi 3 e 4 dell’art. 27 del Trattato ACTA ( protezione della proprietà intellettuale e industriale, ruolo e responsabilità dei provider) presenti nel testo dello scorso febbraio sarebbero stati eliminati. Per il momento!

Mercoledì 11 Luglio, ore 10 Museo Ken Damy (Corsetto Sant’Agata 22 Brescia)

Intervengono:
Don Bruno Bignami Autore - Salvatore Fierro Ecologisti e Reti Civiche - Luca Ciotta Ecologisti e Reti Civiche

Bruno Bignami (teologo, assistente Acli Cremonesi e presidente Fondazione Mazzolari ndr) affronta il tema dei beni comuni seguendo questa tesi densa e feconda: che nella relazione alle cose è implicata la relazione alle persone.

Nella tutela dell’ambiente non è perciò in gioco innanzitutto la materialità della natura da proteggere, ma la qualità di relazioni che l’ambiente ci offre per il suo essere luogo di incontro con l’altro.

Il degrado dell’ambiente è degrado delle relazioni umane, e un contesto umano dimèntico della solidarietà, della convivialità e della giustizia corrompe l’ambiente (Luca Bagetto, La Vita Cattolica 17 maggio 2012).


Link dell'iniziativa su facebook: https://www.facebook.com/events/420312161353011/

1/3/1990, Per "Lettere 2000" ed.Eulema di Alexander Langer

Caro San Cristoforo
non so se tu ti ricorderai di me come io di te. Ero un ragazzo che ti vedeva dipinto all'esterno di tante piccole chiesette di montagna. Affreschi spesso sbiaditi, ma ben riconoscibili. Tu - omone grande e grosso, robusto, barbuto e vecchio - trasportavi il bambino sulle tue spalle da una parte all'altra del fiume, e si capiva che quella era per te suprema fatica e suprema gioia. Mi feci raccontare tante volte la storia da mia madre, che non era poi chissà quale esperta di santi né devota, ma sapeva affascinarci con i suoi racconti. Così non ho mai saputo il tuo vero nome né la tua collocazione ufficiale tra i santi della chiesa (temo che tu sia stato vittima di una recente epurazione che ti ha degradato a santo minore o di dubbia esistenza). Ma la tua storia me la ricordo bene, almeno nel nocciolo. Tu eri uno che sentiva dentro di sé tanta forza e tanta voglia di fare, che dopo aver militato - rispettato e onorato per la tua forza e per il successo delle tue armi - sotto le insegne dei più illustri e importanti signori del tuo tempo, ti sentivi sprecato.

comunicato di Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei Lombardia

La scandalosa vicenda dello stralcio di 100.000 mq. di Parco Sud per edificare capannoni operato a metà giugno dall'assemblea dei Sindaci non puo' restare confinata nel campo delle polemiche. E' giusto sottolineare la responsabilità dei Sindaci che non hanno garantito la  presenza al voto su un argomento cosi importante , di quelli che hanno votato per la cementificazione e di quelli che hanno agito con leggerezza; la responsabilità istituzionale non ammette nè assenze" strategiche", nè superficialità.

articolo del sito Peacelink,telematica per la pace
Alexander Langer nacque il 22 febbraio 1946 a Vipiteno, figlio di un ebreo non praticante di origine viennese e di un’italiana. Allora le differenze etniche causavano attentati autonomisti e i suoi genitori, per tutelare il suo futuro, lo iscrissero all’asilo italiano, affinché imparasse bene la nostra lingua. In lui confluivano dunque radici italiane, tedesche ed ebraiche. Per spiegare le sensazioni provate scrisse: “E’ sempre complicato spiegare da dove vengo. ‘Ma allora sei italiano o tedesco?’ Nessuna delle bandiere che svettano davanti a ostelli o campeggi è la mia. Non ne sento la mancanza. In compenso riesco, con il tedesco e l’italiano, a parlare e a capire nell’arco che va dalla Danimarca alla Sicilia.”

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FERMIAMO GREEN HILL!

di Marialucia Santarelli, Responsabile Comunicazione "Animalisti Italiani Onlus"

C'è BISOGNO DI VERDI ED ECOLOGISTI NELLE ISTITUZIONI

Sabato 30 giugno 2012 si è svolta una nuova manifestazione di protesta organizzata dal comitato "Fermiamo Green Hill" per chiudere l’allevamento degli orrori e dire stop alla vivisezione. Per l’evento il mondo animalista è tornato a Montichiari, nel Bresciano, dove c’è una sede dell’industria produttrice di cavie canine, Green Hill. Questo allevamento è una vergogna italiana ed europea. Sono circa 300 mila gli italiani che hanno sottoscritto petizioni per la chiusura di questo allevamento e per l’abolizione definitiva della vivisezione.

“Nessun paese esca dall’euro, costruiamo subito l’Europa politica e democratica, socialmente giusta ed ecologicamente sostenibile”

Dalla “dichiarazione di Parigi” dei Verdi europei all’appello “un’altra strada per l’Europa”, proposte possibili e sostenibili per ricostruire la casa comune europea.

Il nostro mondo sta attraversando una crisi che è al contempo finanziaria, economica, sociale, ambientale e democratica, crisi strutturale, conseguenza di un modello di sviluppo basato sulla crescita insostenibile, incurante dei vincoli sociali e ambientali, nutrita da un eccesso di debito pubblico e privato. La crisi mette a nudo le contraddizioni insanabili del nostro sistema economico che va assolutamente ripensato e modificato. Il dibattito pubblico nel paese mostra la grave inadeguatezza di una classe politica non solo  screditata ed impaurita, ma  incapace di proporre e perseguire soluzioni con la decisione e la forza che la drammaticità della situazione richiede..

di Marco Boschini, Domenico Finiguerra e Luca Fioretti

I rifiuti sono la punta dell’iceberg di questo modello di sviluppo totalmente insostenibile e autodistruttivo. Rappresentano meglio di ogni altra considerazione le condizioni climatiche che lo sviluppo ad ogni costo, la crescita infinita, il mito del prodotto interno lordo creano ogni giorno, sono macigni da rimuovere per poterci dare un futuro che parli di benessere e qualità della vita.