CONSULTAZIONE SUL SIMBOLO DELLA NUOVA RETE FEDERATA ECOLOGISTA E CIVICA

CIRCOLIPrimarie del Simbolo: Risultati | Materiali

 

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Stefania Lopedote

Stefania Lopedote

Gli Ecologisti e Reti Civiche- Verdi Calabria: “Invitiamo le istituzioni  a compiere azioni concrete per debellare i  due fenomeni e salvaguardare il patrimonio naturalistico del territorio"

Come ogni estate anche quest’anno si rinnova il triste appuntamento con gli incendi. Ettari ed ettari di montagna, di boschi in fiamme con episodi anche nei centri abitati. Le fiamme ardono in città per motivi sconosciuti. Non è solo il caldo torrido, che sicuramente favorisce i fenomeni,  ma ormai sembra non essere più un mistero  che dietro a questo continuo bruciare del nostro territorio ci sia la mano umana che incurante del patrimonio naturalistico incendia volutamente i boschi, danneggiando la natura e rischiando di nuocere anche alla vita della popolazione.

E’ inaccettabile che il Tribunale di Rossano con 150 anni di storia debba chiudere i battenti

Rossano e l’intero comprensorio incassano l’ennesimo colpo mortale. L’accorpamento del Nostro tribunale a quello di Castrovillari mortifica e depaupera ancora una volta il comprensorio che rischia di restare ancora più isolato e privo di servizi. Tale provvedimento decurta la presenza dello Stato sul territorio lasciando l’area urbana in balia di forze criminali che sempre più prenderanno il sopravvento sulla legalità.

La nostra legge permette di non fare le bonifiche.
Articolo di Stefano Leoni

I recenti avvenimenti che riguardano Taranto, ripropongono la necessità di disporre di una disciplina organica in materia di bonifica dei siti contaminati. Come qualcuno ha fatto osservare, l`inquinamento di Taranto è noto sin dagli anni '80. Dal 1998 è stato inserito tra i siti di interesse nazionale e lo Stato ha disposto nel 2001 addirittura 38,8 miliardi di lire per le prime azioni di risanamento. Come mai non si è fatto nulla o niente? Perchè permane lo stato di pericolosità tanto da far pensare ora di nominare un commissario? La risposta è semplicemente banale: la nostra legge permette di non fare le bonifiche. La stessa situazione infatti si ritrova in ogni altro sito: P. Marghera, Napoli Orientale, Crotone, Gela, Priolo, Mantova, Brescia, etcc...

Limitare le pensioni complementari elevate, i bonus eccessivi ed i cosiddetti “paracadute d'oro”. Tassare al 75% i redditi superiori a 1 milione di euro all'anno, come proposto da François Hollande in Francia. Sono tutte misure che non solo presentano un carattere equo, ma sono anche economicamente efficienti: un aspetto notoriamente più controverso e raramente discusso.

articolo di Giuliano Tallone

La crisi economica che sta investendo da tempo l’Italia e l’Europa vede come tutti sappiamo neitagli alla spesa pubblica una delle risposte più forti. La logica applicata dal 2008 in poi un po’ da tutti i governi è quella dei “tagli lineari”, cioè tagli percentuali indifferenziati su tutte le amministrazioni pubbliche. Tra queste ci sono Ministeri, Regioni e grandi enti pubblici con migliaia di dipendenti, ma anche piccole e piccolissime istituzioni con compiti diversi, come i parchi nazionali e regionali. E la “spending review” non li risparmia, anzi nei meccanismi perversi della finanza pubblica li sta mettendo in ginocchio.

« Tre elementi a sostegno del nesso tra inquinamento ambientale e patologie: difformità tra le emissioni registrate di giorno e di notte, una bonifica mai partita, approccio precauzionale assente. Condizioni essenziali per la ripresa delle attività: serio rispetto dei limiti di emissioni inquinanti, bonifica e riconversione dell’area industriale
 Anche l’Ilva di Taranto su www.wwf.it/stopinquinamento

Siamo sicuri che questo comunicato delle mamme di Taranto contro l'Ilva non riceverà grande spazio su giornali e mezzi di comunicazione, perciò abbiamo deciso di pubblicarlo integralmente, senza commenti, così come l'abbiamo ricevuto.

« In qualità di rappresentanti della Campagna Nazionale in difesa del Latte Materno dai contaminanti ambientali, non possiamo che accogliere con profonda emozione la notizia del sequestro degli impianti dell'Ilva, impianti che in questi anni hanno riversato nell'ambiente quantità considerevoli di diossine, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, polveri sottili e metalli pesanti.

articolo di Mary Luppino

Era scritto nella storia di Taranto e dei tarantini che prima o poi questo storico giorno sarebbe arrivato; quello che è avvenuto nella città dei due mari  ovvero il disastro ambientale  perpetrato da tempo dalla grande industria siderurgica è sotto gli occhi di tutti, anzi meglio potrei dire “si respira nell’aria” ed ha segnato con malattie e lutti la vita di una fetta importante del territorio.

Quello che succede al di sotto della crosta terrestre, come il terremoto del 20 maggio in Emilia ci insegna, non può essere controllato. Quello che succede sopra, sì: edilizia, ingegneria, pianificazione e gestione degli spazi non possono prescindere da serie analisi di impatto idrogeologico e ambientale per evitare che le conseguenze di eventi decisi dalla natura, come quelli sismici, vengano peggiorate dall’ingordigia umana che in Italia è arrivata ad edificare quasi il 60% del territorio, spesso di valore paesaggistico o agricolo e senza studi adeguati sui terreni. Sono partite con queste considerazioni le tre conferenze stampa che gli Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei hanno tenuto giovedì 27 luglio a Carpi, Moglia e a Cento, in Emilia Romagna. I rappresentanti delle tre cittadine, con Suzzara in aggiunta, hanno raccolto un gruppo di lavoro interregionale con l’obiettivo non solo di affrontare l’emergenza post-terremoto ma anche di fare delle proposte concrete per la ricostruzione in chiave green ed eco-compatibile.

articolo di Eugenia Belluardo, geologa

L’edilizia è un mondo storicamente legato allo sfruttamento del territorio e alla soddisfazione del bisogno primario della propria abitazione e che si è evoluto verso interessi milionari, compromessi e speculazioni. L’edificabilità di un territorio e la pianificazione delle zone urbane e industriali è stato, almeno negli ultimi 60 anni, uno dei più grossi interessi politici dei piani regolatori comunali.