CONSULTAZIONE SUL SIMBOLO DELLA NUOVA RETE FEDERATA ECOLOGISTA E CIVICA

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Nuovi diritti

Diritti Umani e diritti civili. Disarmo e nuove politiche sull'immigrazione, d'integrazione e di cooperazione. Welfare e inclusione. Diritto alla salute.

I cambiamenti interni alla società, lo sviluppo dei rapporti tra popoli diversi, le legittime aspirazioni dei cittadini del sud del Mondo, i flussi migratori impongo oggi una radicale revisione dell'approccio verso i migranti e delle politiche verso i Pvs che non possono essere improntati al neo-colonialismo, come purtroppo è accaduto fino a oggi, ma devono maturare all'interno della cornice della pace, della cooperazione e del pieno rispetto dei diritti umani e delle diversità culturali. Stiamo perdendo in grande velocità il "senso del diritto" nel nostro Paese. I cittadini non riescono più a unire le forze e a credere che sia fondamentale per il proprio futuro pretendere il rispetto dei propri diritti civili. In una società come la nostra che ha subito grandi trasformazioni si sono andate a creare non soltanto nuove forme di lavoro e tempo libero, ma anche nuove esigenze rispetto al tema del Welfare, dei nuovi diritti e del rapporto tra i popoli. Si è passati da un sistema "gerarchico"di società, prodotta dalla prima industrializzazione che si manifestava: nella grande fabbrica, negli stati centralizzati,nella famiglia tradizionale caratterizzata dalle dipendenze di genere ed età, ad una società più aperta ed individualizzata in una dimensione globalizzata. Questi fenomeni hanno tuttavia ridotto anziché aumentare il diritto delle persone e dei cittadini, fino in qualche caso a compromettere anni di conquiste ottenute nel precedente periodo. A più di 60 anni dalla dichiarazione dei diritti dell'uomo siamo ancora qui a difendere il diritto alla salute, il diritto di genere , alla mobilita e all'emigrazione. Per queste ragioni il nuovo movimento ecologista deve essere protagonista di una nuova "rinascita", che ponga al suo centro lo sviluppo umano e sostenibile, per la serenità e la capacità di futuro a livello di comunità e dei singoli. Alla base di questo ripensamento concreto, ci sono: il disarmo, la cooperazione, il dialogo, l'uso positivo dei media, il ruolo costruttivo dell'arte e degli artisti, il diritto alla salute, il diritto di genere, l'educazione e l'istruzione, intesi tutti come buone pratiche di un approccio ecologico, necessari per risolvere i problemi della contemporaneità e per creare un nuovo modello di società. Le ultime immagini relative agli sbarchi nell'isola di Lampedusa , fanno parte dell' immaginario collettivo contemporaneo, ma le inefficienze e le lamentele del governo, fanno parte di una politica incapace di andare oltre alla contingenza, e di porre il fenomeno dell'immigrazione e dei migranti al centro delle politiche delle società nel terzo millennio. Un fenomeno che al pari dei nuovi diritti andrebbe affrontato in maniera olistica e non settoriale, non come un emergenza ma come una risorsa. Rompere vecchi tabù, evitare che si creino nuovi muri e nuove forme di apartheid , creare una interconnessione costruttiva e pacifica tra i popoli e le persone, vigilare sul rispetto dei diritti umani, sono le pratiche che noi auspichiamo in questo nuovo corso ambientalista ed ecologista che stiamo andando a costruire.

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