CONSULTAZIONE SUL SIMBOLO DELLA NUOVA RETE FEDERATA ECOLOGISTA E CIVICA

CIRCOLIPrimarie del Simbolo: Risultati | Materiali

 

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CIRCOLI TERRITORIALI

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Post Carbon Cities

Urbanistica per la qualità della vita, il diritto alla casa, la libertà di movimento. Beni culturali, il paesaggio, il territorio agricolo e la città come Beni comuni.

Progettare città ecologiche, significa interessarsi del benessere e della salute del 50% della popolazione mondiale. Pensare la città come Bene comune, tutelare i Beni storici e artistici, gli spazi pubblici e il paesaggio del nostro Paese, conservare il territorio agricolo, mantiene l'orizzonte di appartenenza che fonda l'identità individuale e collettiva di un popolo e garantisce la coesione sociale.

Bloccare ipertrofia urbana e spreco di territorio è imperativo per l'urbanistica oggi riducendo, in questo modo, costi di gestione per chilometri di strade, reti tecnologiche, impianti di pubblica illuminazione, servizi. E infatti, ovunque in Europa, si attuano politiche di contenimento del consumo di suolo e si realizzano sistemi di trasporto collettivo su ferro, integrati con percorsi pedonali e ciclabili. Le città e i complessi edilizi che le costituiscono vengono riqualificati con l'obiettivo del risparmio energetico, per accrescere la qualità della vita anche di bambini e anziani, per favorire ricerca e innovazione nell'industria (si pensi a Stoccolma).

L'Italia, invece, va verso modelli insostenibili. Le città senza regole continuano a espandersi senza fine e uno spessa crosta cementizia ricopre ormai enormi zone del paese, non solo la pianura padana. Un'infinita villettopoli divora gli spazi aperti aggrediti ovunque da distese di capannoni, mentre i comuni interni montani e appenninici e le loro campagne subiscono un inarrestabile processo di abbandono. Abbandono e assenza di manutenzione producono così anche il dissesto idrogeologico, causa di morti e distruzione ricorrenti e la riduzione delle disponibilità alimentari, che deve essere colmata con massicce importazioni dall'estero, aumentando a dismisura la nostra "impronta ecologica". Persa nel contempo, per sempre, la qualità del paesaggio rurale, valore aggiunto non riproducibile del prodotto italiano, fonte di biodiversità e garante dell'identità culturale.

Mettere un freno all'espansione urbana, ricondurre le città ed i territori entro limiti di crescita sostenibili, proteggere il territorio agricolo come la città storica, recuperare spazi e bellezza urbani, accrescere i livelli di tutela per i Beni Culturali, destinando risorse adeguate alla loro conservazione e investendo per mantenere e accrescere il capitale di bellezza che ci appartiene e costituisce la nostra comune identità, favorire l'innovazione tecnologica nelle nostre città per accrescerne la vivibilità e ridurre lo spreco energetico, insieme con una forte azione di tutela dei luoghi e del paesaggio dei piccoli centri, delle comunità di montagna o delle campagna, sostenendo la presenza degli abitanti e quindi il loro lavoro, sono obiettivi prioritari per il nostro Paese, che su di essi può fondare la prospettiva di un nuovo rinascimento.

Materiale Scaricabile

Primi spunti programmatici

Relazione finale

Contributi Partecipanti

Relazione VIOLANTE PALLAVICINO

Relazione PAOLO BERDINI

Relazione MARIA PIA GUERMANDI

Relazione SAURO TURRONI

Relazione MAURO AGNOLETTI

Relazione ANNA DONATI

Relazione CHIARA ORTOLANI

Relazione MASSIMILIANO PONTILLO

Relazione DARIO TAMBURRANO

Relazione TOMMASO GRASSI

Relazione NATHALIE NAIM