La disperazione ed il disagio sociale si prevengono ascoltando le istanze dei territori «Episodi di violenza come il ferimento del manager dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi vanno condannati senza se e senza ma. La protesta per la madre di tutte le opere inutili, la Tav, è però un’altra cosa. Bisogna fare attenzione a non creare indebiti accostamenti».
Così Michele Dotti, co-portavoce di ‘Ecologisti e Reti civiche–Verdi Europei’, ha commentato le parole espresse oggi dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. «Come ‘Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei’ esprimiamo profonda e sincera preoccupazione per il clima di tensione che si respira nel Paese e condanniamo con fermezza ogni tipo di violenza» – continua Dotti, che ritiene che «il coinvolgimento attivo dei cittadini nei processi partecipativi e di democrazia diretta sia il miglior modo di promuovere concretamente la "nonviolenza", che rappresenta per il nostro movimento politico un valore assoluto».
«Quando i cittadini si dicono contrari ad un’opera anti-economica come la TAV dovrebbero essere ascoltati», aggiunge Mary Luppino, co-portavoce di ‘Ecologisti e Reti civiche–Verdi Europei’, che continua «le istituzioni hanno il dovere di riflettere seriamente e prendere in considerazione le istanze che nascono dai territori anche per prevenire la frustrazione e la disperazione su cui possono proliferare idee eversive». «Se c’è qualcosa di cui preoccuparsi oggi - conclude la Luppino - non è certo la protesta costruttiva dei movimenti No-Tav, ma è la tensione sociale prodotta dai tagli, dalla mancanza di lavoro, dall’eccessiva precarizzazione dell’esistenza. Se il governo desse ascolto ai cittadini e tagliasse opere inutili come la Tav, risparmiando risorse utili a far fronte a questo periodo di crisi economica, forse ci sarebbe meno di cui preoccuparsi».
Roma, 14 maggio 2012


