Mercoledì 09 Maggio 2012 16:05

Voto, Rottamatori al palo

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Rottamati sul nascere. Sì perché queste elezioni amministrative non hanno portato gran fortuna ai fedelissimi di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che voleva mandare a casa tutta la classe dirigente del Partito democratico (Pd). Peccato che gli elettori abbiano mandato a casa loro, i rottamatori.
Davide Faraone, il pupillo siciliano del sindaco di Firenze, non solo ha perso le primarie e quindi non ha partecipato alle elezioni. Ma, deludendo molti suoi fan, ha aderito all’area di Beppe Fioroni (uno di quelli che Renzi vorrebbe rottamare), sostenendo niente meno che quel Fabrizio Ferrandelli di cui durante le primarie aveva detto peste e corna.
RENZIANI ROTTAMATI. E Ferrandelli, a Palermo, è arrivato secondo, con grande distacco rispetto a Leoluca Orlando (che sfiderà al ballottaggio).
Ma la disfatta dei renziani si è segnalata soprattutto a Trani. Il candidato dei rottamatori, il 36enne Fabrizio Ferrante, è arrivato terzo fermandosi al 15,7% (5.476 voti). Mentre al ballottaggio con il candidato del centrodestra, Gigi Riserbato (15.851 voto, 45,58%), andrà Ugo Operamolla, 74 anni, vecchio principe del foro tranese, sostenuto da Pd, Sinistra ecologia e libertà (Sel), Italia dei valori (Idv) e Udc: ha ottenuto 10.038 voti, il 28,87%.
LA SCONFITTA DI TRANI. Le elezioni di Trani erano un test importante per i supporter del sindaco di Firenze. Nell’ottobre scorso, infatti, Ferrante, capogruppo in consiglio comunale del Pd, si candidò alle primarie del centrosinistra.
Udc, Idv e Sel, però, si rifiutarono di partecipare perché volevano che alle elezioni si presentasse Operamolla. Ferrante decise di organizzare ugualmente le primarie, insieme a candidati di liste civiche e Federazione della Sinistra, e vinse.
A quel punto, il Pd gli chiese di fare un passo indietro e sostenere Operamolla. Lui non disse di no e il Pd tranese venne commissariato. I vertici regionali e nazionali decisero d’imperio che il candidato del partito e del centrosinistra doveva essere il vecchio avvocato. Ferrante, però, non mollò, candidandosi senza il simbolo del Pd sostenuto da una lista civica, Alleanza per l'Italia (Api) e Rifondazione comunista. Peccato che, alla fine, è arrivato terzo. Molto rumore per nulla, insomma.
L'ESCLUSIONE A PISTOIA. Stessa cosa a Pistoia, dove il renziano Roberto Bartoli, arrivato secondo alle primarie per la candidatura a sindaco con 3500 voti, scatenò l’inferno perché il Pd lo aveva escluso dalle liste per le comunali. In 139 iscritti, suoi sostenitori, avevano stracciato la tessera del Pd, in dissenso coi vertici e con Simone Bertinelli, il vincitore delle primarie.
In molti, allora, ebbero paura che la rottura dei renziani avrebbe danneggiato il candidato del centrosinistra costringendolo a pagare in termini di voti. Non è stato così. Bertinelli, senza i rottamatori, ha ottenuto il 59% delle preferenze. Una vittoria quasi plebiscitaria al primo turno. Insomma per i rottamatori, ultimamente, non è aria.
RENZI IN CERCA DI FUTURO. Del resto, anche per Renzi non è un gran periodo. La nascita del governo di Mario Monti ha allontanato la possibilità di primarie nel centrosinistra, a cui il giovin fiorentino ambiva. Il profilo ultrariformista, che il sindaco si era dato nella prima e seconda Leopolda, si è appannato dopo la nascita di un esecutivo che su questo piano batte tutti e non a parole.
Ha provato a imboccare una via più populista, cavalcando gli umori anti-Casta. Ma anche qui è stato scavalcato dal Movimento 5 stelle, imbattibile in materia e certo più credibile. Si attende di capire quale potrebbe essere la terza trasformazione di Renzi. Se ci sarà.

Mercoledì, 09 Maggio 2012


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