Martedì 14 Febbraio 2012 10:28

Verso l'Ici anche per gli immobili della Chiesa

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Mario Monti e i suoi ministri hanno dovuto cambiare idea sulle esenzioni fiscali per le attività commerciali della Chiesa: è infatti pronta la proposta finale da presentare alle gerarchie ecclesiastiche in occasione delle celebrazioni dei Patti Lateranesi il 16 febbraio. Un cambio di rotta dettato soprattuto dall'imminenza di una condanna Ue per aiuto di Stato illegali.
Gli enti ecclesiastici dovranno quindi pagare le tasse anche se il governo si è impegnato a graziare le attività puramento no profit, come oratori e mense per i poveri.
ESENZIONI INTRODOTTE DA BERLUSCONI NEL 2005. Le esenzioni, che per la Chiesa erano state introdotte dal governo Berlusconi nel 2005, permetto ad alberghi, scuole ed ospedali degli enti religiosi che operano in regime di concorrenza di non pagare le tasse grazie alla presenza di una semplice cappella al loro interno, risultando avvantaggiati rispetto ai competitor laici che devono tenere i prezzi più alti a causa appunto dei contributi da versare e causando un danno all'erario pari a un miliardo l'anno. C'è infatti l'esenzione totale dell'Ici al quale si deve sommare uno sconto del 50% sull'Ires.
Resta però il problema delle attività «miste»: in quel caso è previsto che per il fisco le due attività vengano scorporate come del resto avviene già per le società laiche. La soluzione, giuridicamente inattaccabile, potrebbe però provocare più di un problema nella sua attuazione pratica vista la difficoltà a distinguere i due aspetti.
 

Martedì, 14 Febbraio 2012


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