Martedì 14 Febbraio 2012 10:30

Casta, patrimonio da segreto

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La Casta protegge i propri privilegi. Solo un parlamentare su quattro non vuole nascondere al popolo italiano i guadagni. Questo il dato, all'indomani della concessione - su richiesta pressante dei radicali - da parte del presidente della Camera, Gianfranco Fini, della pubblicazione di redditi e proprietà dei deputati sul sito dell'Istruzione.
Dopo il tentativo del governo tecnico Monti di dare una sforbiciata ai costi della politica, alcuni onorevoli tentano la strada della trasparenza sulla rivelazione dei propri beni. Ma quando l'impresa diventa ardua, i più, come dimostrano effettivamente i numeri, corrono al riparo.
La classe dirigente rimane quindi alquanto ritrosa sulla possibilità di far conoscere i dettagli sul proprio patrimonio. E sembra proprio che a dare l'esempio siano gli stessi capi delle Camere.
Primo su tutti, lo stesso Fini che, ancora memore del caso Tulliani, non ha aderito all'iniziativa. A seguirlo a ruota anche il presidente del Senato, Renato Schifani. Secco, quindi, il no delle Istituzioni. Ma, secondo il quotidiano Libero, osservando nel dettaglio le dichiarazioni patrimoniali, non mancherebbero altre sorprese.

PIER LUIGI BERSANI (Pd). Bugia bianca del deputato del Partito democratico. Sul sito ha negato di avere «beni immobili», ma ha dichiarato diversamente nella sua dichiarazione, dove sono registrati 15.808 euro sotto la voce di «redditi prefabbricati». Ha dunque rivelato il falso alla Camera, ma non al Fisco.

MASSIMO D'ALEMA (Pd). Secondo quanto dichiarato dall'ex presidente del Consiglio, non ci sarebbero aggiornamenti nel suo patrimonio, dal lontano 2007. Dichiarati solo un'Audi A3 del 2004, una Smart del 2006, e la barca Stars 60 del 2003. Dopo un crollo del reddito dal 2008 a 144.178 euro, nel 2009 a 126.053 euro, è risalito nell'ultimo anno con 165.525 euro.

RENATO BRUNETTA (Pdl). L'ex ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione risulta appassionato di immobili: quattro tra Venezia, Ravello, Roma e in provincia di Perugia. Ha ereditato anche un appartamento e un magazzino al 50 % in terra lagunare. I guadagni toccano 279.129 euro, scendendo rispetto al 2009 in cui si aggiravano attorno al 309.555.

PIER FERDINANDO CASINI (Udc). Il leader del Terzo Polo ama comprare e vendere titoli. Nel 2007 aveva 489 azioni Intesa-San Paolo, 115 Unicredit e 400 della Banca di credito cooperativo Alto Reno. Nell'ultimo anno ha puntato tutto su Intesa-San Paolo.

MASSIMO DONADI (Idv). Deputato e avvocato. Ha una partecipazione del 50% nella Tinamax Srl di Venezia. Donadi non precisa però che, attraverso questa, controlla altri due immobili a uso ufficio.

FABIO GRANATA (Fli). Colomba bianca tra i finiani. Uno dei pochi che ha concesso la dichiarazione online dei propri guadagni: l'ultima ammonterebbe a 210.311 euro.

ROBERTO MARONI (Lega Nord). Nella sua prima dichiarazione aveva rivelato quasi tutto: casa a terreno a Lozza (Varese), due Fiat, una Panda, una Audi A4 e il 33% di una barca a vela di 16 metri. Negli anni però la precisione viene meno, fino al suo quarto anno in cui la pubblicazione dei suoi guadagni rimane identica all'anno precedente. Nel frattempo però il ministro ha comprato casa con la moglie a Varese e ha venduto un'auto.

FURIO COLOMBO (Pd). Il parlamentare ed editorialista de Il Fatto quotidiano risulta nullatenente. Non ha alcuna proprietà. Così almeno appare da quanto ha dichiarato il deputato negli ultimi quattro anni. Le sue pubblicazioni dei redditi risultano l'una uguale all'altra.

Martedì, 14 Febbraio 2012


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