Martedì 14 Febbraio 2012 11:00

Nazi, dalla terra alla luna

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In più di mezzo secolo non era mai capitato a nessuno di vedere piangere i tedeschi dal ridere, per le tragicomiche nefandezze del Terzo Reich.
Un popolo colpevolmente caduto nelle mani di una setta di pazzi invasati, fieri di portare i teschi della morte sui loro berretti da Ss e barbaramente spietati verso i più deboli. Si può sorridere, con leggerezza, del delirio di onnipotenza di 'superuomini' esistiti davvero, così stupidi e, in fondo, così ridicoli?
IL MIRACOLO DI IRON SKY. Per riuscirci, ci volevano quasi 70 anni di elaborazione del nazismo e il genio del giovane regista finlandese Timo Vuorensola, che, con la sua commedia fantascientifica Iron sky (Cielo di ferro, ndr), per la prima volta è stato in grado non solo di portare il genere intellectual trash tra i film colti del Festival del cinema di Berlino, ma di liberare, anche solo temporaneamente, i tedeschi dal loro terribile senso di colpa.
IL VILLAGGIO A SVASTICA. Ambientata in un futuro piuttosto vicino 2018, la pellicola narra di una colonia di Ss sorprendentemente fuggita, nel 1945, sulla luna. Da allora, i gerarchi e le loro bionde mogli simil-valchirie hanno educato ai miti della stirpe germanica figli e nipoti, in un villaggio a forma di svastica, costruito sul «lato oscuro della luna».

Armageddon dei nazisti sulla luna

Dal loro nuovo Walhalla, il tempio in onore dei valorosi guerrieri del dio Odino, decine di Sigfridi e le Brunilde nazisti del XXI secolo hanno pianificato una rappresaglia contro la Terra, da colpire con una guerra lampo di meteoriti, sganciate dalla loro gigantesca astronave: un mezzo sinistramente ribattezzato Il crepuscolo degli dei, dall'opera di Richard Wagner sull'armageddon, l'apocalisse del mondo.
Casualmente, i deliranti piani dei nazisti sulla luna sono scoperti da una spedizione spaziale di due astronauti americani, che durante le loro esplorazioni si imbattono nel Dark side of the moon, l'omaggio del regista ai Pink Floyd, in un film denso di citazioni.
SARAH PALIN CONTRO I NAZI. A contrastare i folli progetti di distruzione di massa dei nuovi superuomini c'è, manco a dirsi, un presidente degli Stati Uniti tremendamente simile, nel volto e nei modi, alla leader del Tea party Sarah Palin, che ai farneticanti slogan nazisti del nuovo Führer risponde con proclami altrettanto intrisi di fanatismo e velleità totalitarie.
Un accostamento azzeccato, che non poteva non mandare in brodo di giuggiole il pubblico radical chic della Berlinale, uscito entusiasta dalla proiezione. Eppure, nonostante il 32enne Vuorensola fosse da tempo considerato un regista cult a livello mondiale, grazie alla sua esilarante parodia di Star trek, Star wreck, realizzata con budget minimi e diffusa sul web, per anni l'ultimo progetto vincente del regista, era stato rifiutato da schiere di produttori.

La commedia finanziata dai fan di Star wreck

Ritenuto un azzardo per il tema così delicato affrontato in chiave comica, Iron sky (nelle sale tedesche dal 4 aprile) ha avuto una gestazione travagliata, sin dall'inizio delle riprese nel 2004.
Poiché nessuno studio aveva il coraggio di mettere la sua faccia a suggello del film, alla fine Vuorensola ha deciso di finanziarsi lanciando una petizione online che è arrivata a raccogliere circa 1 milione di euro. I restanti 6,5 milioni necessari per girare una pellicola fantascientifica sono arrivati, dopo mille approcci sfumati nel nulla, dall'amministrazione locale dell'Essen e da alcuni investitori australiani.
LA CRITICA APPLAUDE. Prima ancora di essere presentato al pubblico, su Facebook Iron sky ha raccolto oltre 100 mila fan, i quali, oltre a spendere soldi in un progetto potenzialmente pericoloso, hanno potuto contribuire con le loro idee al film. Presto, ha assicurato Vuorensola, potranno partecipare anche agli utili incassati.
Convinto dall'opera, incredibile a dirsi, persino l'intransigente parterre di critici del Festival di Berlino. Per tutti - ed è quasi un miracolo - con il suo popolo nerd di nativi digitali, il regista finlandese è riuscito a svecchiare la Berlinale, con del sano, inedito e spassoso humour trash.

Martedì, 14 Febbraio 2012


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