Martedì 14 Febbraio 2012 11:02

Xi, l'erede della Rivoluzione

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da Pechino

Della propria immagine, finora, la Cina non si era preoccupata troppo. Il grigiore internazionale di Hu Jintao, presidente di poche parole, molta rigidità e rari sorrisi, era considerato adeguato per rappresentare il Dragone nel mondo. Ma i tempi stanno per cambiare: il timone alla fine del 2012 passerà a Xi Jinping, la cui prima mossa - prima ancora di entrare in carica - è fare visita a Barack Obama. Un modo per conoscersi e di mettere qualche puntino sulle i.
IL RITORNO IN IOWA. I due hanno appuntamento a Washington, il 14 febbraio. Poi, Xi è atteso in Iowa, terra agricola dove era già stato nel 1985 e dove è voluto tornare - creando una prevedibile ansia organizzativa nei solerti funzionari cinesi in America - da futuro capo della seconda economia del mondo. Per questioni «di cuore e amicizia», ha detto. Tradotto: per cominciare a scolpire nell'immaginario occidentale il suo ritratto.
MODERNITÀ E LOW PROFILE. E non è un dettaglio banale. Xi Jinping si presenta come un leader moderno, capace di stare seduto allo stesso tavolo di Obama (o del vicepresidente Joe Biden, com'è recentemente accaduto a Sichuan), ma anche di relazionarsi con gli allevatori dello Iowa o con i businessman un po' freak della California.

Il 'bottegaio' Hu e il principino Xi

Spesso col sorriso stampato in faccia per nascondere fin troppa determinazione, Xi Jinping sembra conscio del suo ruolo. È un “principino” che ha faticato per arrivare dov'è e ora è ben deciso a fare sentire il proprio peso anche all'estero.
L'APPREZZAMENTO DI KISSINGER. «Quando entra nella stanza, si avverte subito la sua presenza», ha detto di lui Henri Kissinger, diplomatico sopraffino e grande conoscitore della Cina e dei suoi uomini. Riferendosi anche alla provenienza dinastica, seppure socialista, del futuro capo di Stato, capace di sminuire il ruolo del “piccolo” e “bottegaio” Hu Jintao, considerato timido e impacciato.
L'APPARTENENZA ALL'ÉLITE. Se infatti, l'attuale leader cinese è figlio di un commerciante di tè, chi gli succederà a fine ottobre è figlio di uno dei padri della rivoluzione cinese.
Xi Zhongxun contribuì infatti alla vittoria comunista in Cina, salvo essere epurato nel 1962 per aver autorizzato la pubblicazione di un libro che non era piaciuto a Mao.
LA RIEDUCAZIONE IN CAMPAGNA. Il figlio, il giovane Xi, fu costretto a denunciarlo tre volte durante la rivoluzione culturale. Poi Xi padre venne riabilitato. Appena in tempo per consentire al figlio una rieducazione presso le campagne senza troppi patemi, l'agognata iscrizione al Partito comunista (rifiutata per nove volte) e l'ingresso nella prestigiosa Tsinghua University di Pechino (alla quale cercò di accedere tre volte prima di entrare).
LA RACCOMANDAZIONE ALLA DIFESA. Poco prima dell'ennesimo trambusto dovuto all'adesione all'ala più riformista del Partito, che condannò il massacro di Tiennanmen, Xi Zhongxun riuscì a piazzare il figlio come assistente presso un suo vecchio compagno, Geng Biao, impegnato nel ministero della Difesa.
I RAPPORTI CON l'ESERCITO. Così, quando Xi Zhongxunfu costretto a ritirarsi nelle retrovie del Partito, suo figlio ormai aveva un futuro assicurato, forte dei contatti con l'esercito che né Jiang Zemin né  Hu Jintao riuscirono a creare durante il loro regno.

Il soggiorno negli Usa del più western dei leader cinesi

Così, Xi ha iniziato a scalare i vertici della nomenclatura, senza trascurare il coté internazionale; nel 1985 durante un lungo soggiorno negli Stati Uniti iniziò a occuparsi di agricoltura, allevatori ed economia.
Un piccolo segno di avvicinamento agli Usa, che fa andare in brodo di giuggiole i commentatori di Washington, che hanno definito Xi Jinping come il più «western» tra i leader cinesi.
LA MOGLIE STAR DEL FOLK. Xi Jinping sa bene quanto siano importanti l'immagine (la moglie, Peng Liyuan, è una cantante folk famosa, e proviene, guarda il caso, dall'esercito) e un'allure di umanità che spesso gli occidentali faticano a trovare nei leader di Pechino.
Consapevole di questo, Jinping ce la mette tutta per sembrare una persona alla mano, tanto da aver chiamato l'ambasciatore a Washington per chiedere di organizzare un incontro con gli amici, quelli del 1985.
E mentre in Cina analisti e politici sono pronti a studiare minuziosamente che atteggiamento Xi avrà con Obama, per capire se il nuovo leader opterà per una distensione o manterrà la linea da duro e puro, come vorrebbero i falchi dell'esercito, lo Iowa vedrà dopo Kruscev un altro leader comunista giungere nelle sue lande.

Martedì, 14 Febbraio 2012


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