Martedì 14 Febbraio 2012 11:13

Lavoro, Camusso: «No a sospensione dell'art.18»

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RIFORME

A pochi giorni all'incontro, fissato per il 15 febbraio, tra le parti sociali e il governo sulla riforma del lavoro, Susanna Camusso, facendo fede allo spirito da sindacalista, torna a lottare per i diritti dei lavoratori.
«Non è ipotizzabile la sospensione dell'art.18». Così ha risposto ai giornalisti il segretario generale della Cgil, sulla possibile cancellazione della norma e sul reintegro dei licenziati senza giusta causa o giustificato motivo, ipotizzata da Repubblica nei giorni scorsi.
La Camusso non ha avuto peli sulla lingua a margine della presentazione dell'annuario del lavoro: «Le invenzioni dei giornali, le lasciamo ai giornali». Il segretario generale della Cgil, ha chiesto all'esecutivo Monti un maggiore confronto sulle riforme e ha espresso anche il suo favore per lo sciopero generale, annunciato il 14 febbraio, per i metalmeccanici del sindacato. Questo il suo commento: «C'é una piattaforma contrattuale senza risposta e una grave lesione democratica in Fiat. È giusto che la categoria discuta un'iniziativa di lotta per avere risposta».
CAMUSSO: «GOVERNO ESCA DA LOGICA DEGLI ANNUNCI». Ritornando alla questione centrale del lavoro, la Cgil chiede a palazzo Chigi di «uscire dalla logica degli annunci» per la riforma del mercato dell'impiego e di entrare nel merito del confronto con proposte che affrontino il tema della crescita e della riduzione della precarietà sul lavoro.
CAPO CGIL: «IL CENTRO DEL CONFRONTO NON È L'ART. 18». Il segretario generale ha posto le sue condizioni, a dispetto dell'apparente inconciliabilità con la classe dirigente: «Bisogna parlare di quali politiche di crescita accompagnino la riforma e come si interviene sulla precarietà e sugli ammortizzatori sociali per renderli universali», affermando: «Abbiamo sentito solo titoli e non proposte che permettano al confronto di entrare nel merito. È insopportabile che la discussione debba essere solo sull'art. 18».

Martedì, 14 Febbraio 2012


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