Martedì 14 Febbraio 2012 11:30

Inghilterra, l'illusione di Merlino

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Le banche britanniche continuano a voltare le spalle alle piccole e medie imprese del Regno Unito e, nel farlo, rischiano di mettere in serio imbarazzo il governo di David Cameron.
Lunedì 13 febbraio è stata resa nota l'entità dei prestiti concessi dai cinque principali istituti di credito del Regno Unito alle Sme, le Small and medium-sized enterprises d'Oltremanica nell'arco del 2011.
Complessivamente Barclays, Hsbc, Lloyds, Royal Bank of Scotland e Santander hanno elargito 74,9 miliardi di sterline (89,5 miliardi di euro) alle attività commerciali e industriali con meno di 250 dipendenti. Una cifra inferiore ai 76 miliardi annuali di finanziamenti garantiti per le piccole e medie imprese britanniche previsti dall'accordo sottoscrito dai cinque giganti del credito inglesi con il governo e noto come Project Merlin. Una sconfitta nei numeri.
SOSTEGNO PER L'ECONOMIA. Nel 2011 il Progetto Merlino aveva puntato a garantire all'insieme delle imprese del Regno Unito una soglia minima di 190 miliardi di prestiti provenienti dalle cinque maggiori banche del Paese nel tentativo di tenere a galla l'economia e garantire l'accesso al credito al settore produttivo.
Tuttavia, nonostante i 214,9 miliardi di sterline in prestiti elargiti delle 5 principali banche britanniche alle aziende d'Oltremanica l'anno passato abbiano raggiunto e superato i parametri stabiliti dal governo Cameron, 140 di essi sono finiti nelle casse dei colossi industriali del Paese, lasciando alle piccole e medie imprese le briciole. Un dato reso ancora più grave dal fatto che le aziende che contano meno di 250 dipendenti rappresentano il 98% delle imprese britanniche oltre ad essere il settore più duramente colpito dalla crisi finanziaria ed economica in corso.

Banche e governo ostentano ottimismo sul progetto Merlino

Il Progetto Merlino è stato e resta uno dei cavalli di battaglia del ministro del Tesoro George Osborne che ha ufficializzato l'accordo fra banche e governo il 9 febbraio 2011. I numeri presentati il 13 febbraio 2012 sono contrastanti. Da un lato, è vero che l'entità complessiva dei finanziamenti delle cinque principali banche del Regno Unito alle aziende britanniche è stata superiore all'obiettivo prefissato, ma dall'altro – ha rilevato il Guardian - «il totale dei prestiti concessi dalle banche alle aziende nel 2011 è stato di 9,6 miliardi di sterline inferiore al 2010 nonostante il lancio del progetto Merlino». Un dato, quest'ultimo reso noto dalla Banca d'Inghilterra e che ha messo in luce come gli sforzi compiuti dal governo per rilanciare l'accesso al credito nell'ultimo anno non abbiano sortito alcun effetto concreto. E a dispetto dei 24,9 miliardi di sterline in surplus di prestiti alle aziende concessi dalle cinque banche firmatarie del Merlin nel 2011, il mancato raggiungimento dei 76 miliardi da destinare alle Pmi britanniche stabilito nelle linee guida dall'intesa appare evidente.
INIZIO 2012 DIFFICILE. Un incidente di percorso che non ha impedito al governo di difendere la bontà e l'efficacia del Project Merlin a pubblicazione dei dati 2011 appena avvenuta. Come sottolineato dal Financial Times, un portavoce di Downing Street ha dichiarato che «questi numeri dimostrano che dopo un inizio d'anno difficile le banche hanno raggiunto gli obiettivi prefissati per il 2011 prestando un 20% di risorse in più alle aziende rispetto all'anno precedente con un +13% nei confronti delle piccole e medie imprese».
FACILITARE L'ACCESSO AL CREDITO. Un giudizio che ha cercato di inquadrare in un'ottica positiva il primo bilancio del progetto più importante varato dalla coalizione di governo per facilitare l'accesso al credito. Sulla stessa lunghezza d'onda del bicchiere mezzo pieno sono stati i commenti delle cinque banche coinvolte nel progetto Merlino, riportati dall'Huffington Post.
Il direttore generale di Rbs, Stephen Hester, ha definito «davvero imponente» l'entità dei prestiti alle imprese concessi all'interno dell'accordo sottolineando gli sforzi «senza pari» compiuti dalla propria banca per raggiungere gli obiettivi annuali fissati dal governo. Da Barclays, invece, hanno fatto sapere di avere «superato le soglie fissate dal progetto Merlino del 13% nel 2011» mentre il Ceo Bob Diamond si è detto «orgoglioso di una performance che ha garantito supporto creditizio a 108mila start-up e consentito a 1900 imprese di evitare il fallimento». Dello stesso tenore i comunicati di Lloyds, Santander e Hsbc che hanno tutte ribadito di essere andate oltre le aspettative e i parametri stabiliti dall'accordo.
RESTITUIRE FIDUCIA ALLE BANCHE. «Gli sforzi delle banche per incoraggiare la clientela a restituire fiducia nelle banche sono rivolti a contrastare questa difficile situazione economica, ma al tempo stesso la richiesta di accesso al credito proveniente dalle imprese resta debole» ha assicurato dalla City londinese un portavoce dei cinque istituti di credito coinvolti nel Project Merlin. Una tesi, quella della scarsa richiesta di credito alle banche proveniente dalle piccole e medie imprese appoggiata dalla British bankers association (Bba). L'associazione dei banchieri britannici ha citato i dati raccolti dalla Banca d'Inghilterra che hanno evidenziato un calo della richiesta di credito da parte delle imprese con meno di 250 dipendenti in tre dei quattro trimestri del 2011.

Le critiche al Merlin di settore produttivo e opposizione laburista

Assai più critiche sull'operato delle banche britanniche e l'efficacia dimostrata dal progetto Merlino sono state le opinioni provenienti dal settore produttivo e da parte del mondo politico d'Oltremanica. Intervistato sulle colonne dell'Independent, l'economista Lee Hopley, rappresentante di Eef un'associazione che riunisce le imprese manifatturiere d'Oltremanica, non ha negato che la richiesta di credito da parte delle Pmi d'Oltremanica sia oggi limitata.
Tuttavia, le ragioni alla base di questa riluttanza a richiedere prestiti alle banche stanno nei costi e nelle condizioni insostenibili per le aziende che tentano di accedere al credito.
FALLIMENTO DEGLI OBIETTIVI. Secondo Hopley: «La sfida per il 2012 deve essere quella di ridurre le forze contrarie che abbattono la domanda di finanziamenti alle banche da parte delle aziende, migliorando le condizioni di accesso al credito». A detta di John Walker, presidente nazionale della Fsb, la federazione britannica delle piccole imprese, il bilancio del primo anno del Merlin ha mostrato chiaramente «come le banche abbiano mancato il raggiungimento dei propri obiettivi solamente nei confronti delle realtà imprenditoriali più piccole convogliando verso le imprese di maggiori dimensioni risorse destinate a sostenere nuove e ancora fragili aziende.
SOSTENERE LE PICCOLE IMPRESE. Dall'opposizione sono arrivate le critiche di Chuka Umunna, responsabile per le imprese del partito laburista che ha definito i dati 2011 del Project Merlin «un insulto per le aziende che stanno faticosamente tentando di ottenere risorse». Secondo Umunna «dobbiamo costringere le banche ad adottare condizioni di accesso al credito migliori nei confronti delle piccole e medie imprese. Gli istituti di credito lamentano di non ricevere sufficienti richieste di prestiti da parte delle Pmi, ma è chiaro che molte di queste aziende sono scoraggiate sin dal principio a richiedere finanziamenti alle banche per via delle condizioni esistenti».
SOTTRATTE 9,6 MLN DI STERLINE. Spietato il giudizio dato sull'inefficacia del progetto Merlino anche da parte di un membro della coalizione di governo come il parlamentare liberal-democratico Matthew Oakeshott, secondo il quale «Downing Street non può certo cantare successo. I dati della Banca d'Inghilterra dimostrano come le banche abbiano sottratto 9,6 miliardi di sterline all'economia nazionale e questa è una pugnalata alle prospettive di crescita e al mercato del lavoro».
PREVISTO UN PIANO DI SANZIONI. Di fatto, nonostante i commenti positivi sbandierati dal governo e dalle banche circa l'andamento dei prestiti concessi alle imprese nel 2011, George Osborne e i board dei cinque maggiori istuti di credito del Regno Unito restano sotto pressione. Il Cancelliere dello scacchiere è già pronto a fronteggiare in parlamento la richiesta di stabilire sanzioni per le cinque banche rivelatesi incapaci di elargire alle piccole e medie imprese d'Oltremanica i prestiti previsti dal Merlin. E il fatto che uno dei cinque giganti del settore bancario firmatari dell'accordo sia Rbs, un istituto di credito il cui 83% delle quote è di proprietà dello Stato certo non aiuta mettendo il governo Cameron e il ministro Osborne nella scomoda posizione di giudice e imputato. 

Martedì, 14 Febbraio 2012


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