Giovedì 04 Agosto 2011 11:22

Fiammata di vendite: Piazza Affari a -1,64%

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Dopo l'avvio positivo, l'Europa svolta in rosso.

Dopo una partenza in chiaro rialzo per Piazza Affari, attorno alle 12.30  nelle piazze finanziarie è divampata un'improvvisa fiammata di vendite, con Milano più pesante delle altre piazze finanziarie. L'indice Ftse Mib segna una perdita dell'1,64%, l'Ftse All Share un ribasso dell'1,62%.
Dopo molte sedute negative, avvicinandosi a metà giornata la borsa italiana si era infatti mostrata come uno dei listini più deboli in Europa.
FIAT IN PICCHIATA. Tra i titoli principali qualche sospensione in asta di volatilità: dopo Fiat industrial (rientrata alle normali contrattazioni con un calo del 6,12%) e Fiat (-2,42%), è di nuovo 'sospeso' Tenaris (-10,38% teorico dopo una trimestrale inferiore alle stime degli analisti). In 'asta' anche Saipem (-3,48% teorico) e Pirelli (-2,96%).
UNICREDIT RIDUCE LE PERDITE. Nel settore delle banche rimane negativa, ma riduce leggermente le perdite Unicredit (-1,05%), la cui controllata Bank Austria ha confermato nei suoi conti di stamane i 130 milioni di euro (comprese le uscite fiscali) la svalutazione sui titoli di Stato greci resi noti il 3 agosto dalla controllante italiana.
BANCHE POSITIVE. Chiaramente in positivo rimangono Bpm (+1,27%), Mps (+1,18%), Generali (+1,05%) e Intesa SanPaolo (+1,02%). Sopra la parità anche Telecom Italia (+0,48%) in attesa della semestrale.

L'avvio positivo, poi la caduta

A pochi minuti dall'avvio l'indice Ftse Mib aveva segnato una crescita sino all'1,41% a 17.203 punti, l'Ftse All Share un aumento dell'1,09% a 17.913.
UN'EUFORIA DI BREVE DURATA: FTSE MIB A -0,42. La speculazione ha colpito però a meno di un'ora dall'inizio delle contrattazioni, quando Piazza Affari si è portata sotto i livelli di parità per poi ritornare a +0,08 con l'All Share a +0,04.
In seguito, un ulteriore peggioramento del clima a causa soprattutto dei titoli del gruppo Fiat, passati improvvisamente in forte negativo, e delle banche, che hanno frenato la loro partenza lanciata.
SOSPESA TENARIS, UNICREDIT SOFFRE PER BANK AUSTRIA. Dopo oltre due ore di scambi l'indice Ftse Mib ha perso lo 0,42%, l'Ftse All Share lo 0,34%. Tenaris è stata posta in asta di volatilità con un ribasso teorico del 7,33% nonostante i dati trimestrali positivi, e la stessa sorte è toccata a Fiat, forse ancora segnata dalle voci, poi smentite, dell'addio di Marchionne nel 2015 o nel 2016.
FIAT INDUSTRIAL, CALO TEORICO DEL -5,21%. Il titolo auto in tarda mattinata è stato segnalato in perdita del 2,42% e peggio ancora è andata a Industrial (posta due volte in asta di volatilità con un calo teorico del 5,21%). In ribasso  anche la controllante Exor a -1,16%. 
È migliorata Telecom Italia (+1,08%) in attesa della semestrale mentre le banche hanno limato sensibilmente i loro rialzi iniziali: Bpm sale dell'1,05%, Mps dello 0,92%, Intesa SanPaolo dello 0,32%. Unicredit, appesantita dall'esposizione della controllata Bank Austria nei confronti della Grecia, ha confermato il pesante calo: -1,83%.

L'asta di Madrid riporta lo spread Btp-Bund a 360 punti

Ancora volatilità sul mercato dei titoli di Stato dopo l'asta di Madrid. Lo spread Btp-Bund si è nuovamente ampliato a 360 punti base e il tasso del decennale italiano è risalito al 6%. In precedenza, il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e tedeschi si era ristretto brevemente fin sotto i 350 punti e il tasso del Btp era sceso al 5,94%.
SPREAD DEI BONOS A 368 PUNTI. Il premio di rischio dei Bonos spagnoli si è ridotto da 381 a 368 punti dopo che il Tesoro ha collocato quasi il massimo dell' ammontare previsto, seppure con tassi in rialzo. Così, il differenziale fra i titoli italiani e spagnolo si è ulteriormente ridotto a 8 punti dai livelli di circa 80 centesimi di appena due mesi fa, confermando la contiguità di Roma e Madrid nella percezione del rischio percepito dai mercati.
MADRID, ASTA AD ALTO RENDIMENTO. Nell'asta di oggi, Madrid ha dovuto offrire tassi più alti tenuto conto che il rendimento del decennale aveva raggiunto nei giorni scorsi il 7%, un livello che nel caso di Grecia, Irlanda e Portogallo ha poi portato alla richiesta di salvataggio.
MADRID COLLOCA A 3,31 MILIARDI I TITOLI DI STATO. La Spagna ha collocato titoli di Stato a 3 e 4 anni per un totale di 3,31 miliardi di euro, poco meno del massimo ammontare previsto di 3,5 miliardi, ma sulla scadenza 2014 si è registrato un aumento dei rendimenti.
Per la tranche a 3 anni (da 2,2 miliardi) il tasso medio è salito al 4,813% dal 4,291% della analoga asta di luglio e la domanda ha mostrato un rallentamento con un rapporto bid-to-cover di 2,14 dal 2,29 precedente. Per la tranche a 4 anni (1,111 miliardi) il rendimento è stato del 4,984% e la domanda ha superato l'offerta di 2,40 volte.

.ANCHE L'EUROPA APRE BENE MA SI RAFFREDDA PRESTO. Rimbalzo in avvio di scambi per tutte le Borse europee dopo sette sedute di calo nelle ultime otto giornate di contrattazioni, con l'indice Stxe 600, focalizzato sull'andamento dei titoli pribcipali quotati nel vecchio continente, in ascesa di mezzo punto.
Ma la fiammata in avvio delle Borse europee, che somo parsi in attesa del discorso del presidente della Bce Jean-Claude Trichet e dei dati macroeconomici statunitensi a partire dalle nuove richieste di disoccupazione, si è spenta presto.
Londra è passata in negativo appesantita dai titoli del credito, delle materie prime e dell'energia.
MALE I TITOLI DEL CREDITO. Tra le banche male a livello continentale Lloyds (-4,31%) e Royal bank of Scotland (-3,07%) mentre è cresciuta con forza Dexia, in aumento del 3,51%.
Nel dettaglio, a metà mattinata Londra è a -0,27%; Parigi a +0,49%; Francoforte a +0,66%; Madrid a +0,92%; Milano a -0,13%; Amsterdam a +1,03%; Stoccolma +0,21%; Zurigo a +0,81%
TOKYO HA CHIUSO A +0,23%. La Borsa di Tokyo aveva terminato la seduta in rialzo dello 0,23%, in scia all'accelerazione impressa agli scambi dall'intervento sui mercati valutari deciso dal governo nipponico per raffreddare lo yen, avvicinatosi ai record storici contro il dollaro.
L'indice Nikkei si è portato a quota 9.659,18, ripiegando però dal picco di 9,768.40 punti, registrato dopo l'annuncio sulla mossa da parte del ministro delle Finanze, Yoshihiko Noda.
 

Giovedì, 04 Agosto 2011


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