Giovedì 04 Agosto 2011 12:07

Crisi, dalle parti sociali bozza in 5 punti

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E Berlusconi ne approfitta: «Cambiare la struttura dello stato».

In apertura del vertice con le parti sociali il premier Silvio Berlusconi ha invocato ancora l'unità, la concertazione, la tregua sociale. Secondo alcune fonti il premier avrebbe esordito dicendo: «Dopo la relazione al Parlamento, ho la convinzione che solo la partecipazione di tutti gli attori economici e sociali può «favorire un'uscita condivisa dalla crisi».

IL GOVERNO SCHIERATO. È cominciato poco dopo le 11 l'incontro fra le parti sociali e il governo a palazzo Chigi. Nella sede dell'esecutivo, oltre al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sono presenti i ministri Paolo Romani, Maurizio Sacconi, Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Renato Brunetta, Altero Matteoli, Raffaele Fitto, Mariastella Gelmini, Saverio Romano e Anna Maria Bernini.
Presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
SINDACATI, BANCHE E IMPRESE. Sul fronte delle parti sociali: gli industriali, con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, le banche con il presidente dell'Abi Giuseppe Musseri, le sigle sindacali con Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), Giovanni Centrella (Ugl), e i rappresentanti di Rete Imprese Italia e di altre associazioni che hanno firmato l'appello al governo.
UN'EUROPA PIÙ FORTE. Secondo  quanto riferito da alcuni presenti, nel suo intervento il premier silvio Berlusconi avrebbe detto anche: «Ho lasciato Bruxelles con la convinzione che l'Europa  ha gli strumenti per difendere con maggiore vigore la costruzione comune».
DEBITO SEMPRE ONORATO. «L'Italia» ha aggiunto il presidente del Consiglio «ha sempre onorato il proprio debito. Negli anni abbiamo dimostrato di essere stati capaci a ridurlo». Il premier ha quindi ricordato l'evoluzione del consiglio europeo. Un vertice che ha giudicato fondamentale per le regole condivise a sostegno dell'euro.
PRIMO INTERVENTO? CONTRO LE INTERCETTAZIONI. Il premier ha approfittato del tavolo di discussione per annunciare l'intenzione di varare un provvedimento contro le intercettazioni e la modifica dell'architettura dello Stato.  «La privacy è il principale diritto di libertà» ha detto  il presidente del Consiglio,
CAMBIO ALLA STRUTTURA DELLO STATO. «Dobbiamo cambiare a l'architettura istituzionale dello Stato per agganciare la crescita e rendere più celeri le procedure». 
Poi Berlusconi  è tornato sui binari del vertice. «I 'gap infrastrutturali' e della pubblica amministrazione sono una delle cause del rallentamento  della crescita» ha sottolineato il Cavaliere.

Sindacati e Confindustria: «Cinque punti per crescere»

Le parti sociali, dopo un incontro informale nella mattina del 4 agosto, si sono presentate all'incontro con il governo sulla crisi economica «con un documento comune». La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato di «cinque punti di interventi e proposte per una crescita da attuare subito».
L'INTESA IN 5 PUNTI. Giovanni Centrella, segretario dell'Ugl ha riassunto così i 5 interventi: «Occorre intervenire subito con riforme che intervengano su: fisco, costi della politica, energia, municipalizzate e infrastrutture. Dopo il rigore occorre creare le condizioni per lo sviluppo».
DIVISI SU MANOVRA E PRIVATIZZAZIONI. La Camusso ha spiegato che le parti sociali hanno «molti punti in comune» sui temi della crisi economica, e sulle proposte da fare al governo per la crescita. Mentre resta qualche distanza rispetto alla posizione della Cgil «sul giudizio sulla manovra economica e sul tema delle privatizzazioni». 
SULLO STATUTO UNA «PROVOCAZIONE». Quanto ad una possibile accelerazione del nuovo Statuto dei lavori, a cui ha accennato il 3 agosto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la leader della Cgil si  tratta solo «di una provocazione del governo» su cui non hanno preso posizione le diverse sigle delle parti sociali: «A nessuna delle parti» ha sottolineato Camusso «interessa percorrere un percorso di divisioni su questo fronte perché ridurre i diritti dei lavoratori non ha mai portato alla crescita».
BONANNI: PARTIRE DAL FISCO. Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, le parti sociali, sono tutte d'accordo nel sostenere «che c'è bisogno di dare una sterzata». Bonanni ha sottolineato che «bisogna lavorare subito sul fisco, sulle municipalizzate, le infrastrutture e l'energia. Bisogna superare la logica dei veti che ha bloccato lo sviluppo del Paese».
ANGELETTI: SUBITO INVESTIMENTI. Anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha indicato che le parti sociali diranno al governo «che la prima cosa da fare per la crescita è fare gli investimenti» fino ad oggi rallentati o impediti «da troppe regole».

Giovedì, 04 Agosto 2011


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